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Politica 1 min di lettura14 ore fa

Ustica, Amato frena: la mossa della Francia non chiude il caso

L’ex presidente della Consulta interpreta la nuova disponibilità francese come un tentativo di chiarire i punti oscuri, non come il riconoscimento di responsabilità.

La recente apertura della Francia sul caso di Ustica, secondo Giuliano Amato, non equivale a un’assunzione di colpa. L’ex presidente emerito della Corte costituzionale ritiene piuttosto che Parigi voglia contribuire a eliminare i dubbi rimasti su alcuni aspetti della vicenda.


Nessuna ammissione dietro la collaborazione

Amato ha spiegato che la disponibilità francese non può essere letta come una conferma della responsabilità di Parigi. A suo giudizio, il significato più plausibile è la volontà di fare maggiore chiarezza su una storia ancora segnata da interrogativi.

Il tema era già emerso in una sua intervista a Repubblica, nella quale aveva indicato il missile francese come l’ipotesi ritenuta più solida proprio alla luce delle questioni rimaste senza risposta sul ruolo della Francia. Ora, però, invita a non attribuire alla collaborazione un valore più ampio di quello dichiarato.

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Il richiamo alle parole di allora

Parlando a margine della cerimonia per la consegna del sigillo di Ateneo dell’Università di Urbino, Amato ha ricordato con una punta di ironia la possibilità di considerare quella nuova disponibilità come una conferma della sua precedente lettura: «Mi hanno dato retta, si sono decisi».

Subito dopo, tuttavia, ha ridimensionato il significato della frase, precisando che non si tratterebbe di altro. Il suo intervento resta quindi concentrato sull’esigenza di sgombrare il campo dai dubbi, senza trasformare l’attuale collaborazione francese in una dichiarazione di responsabilità per la strage di Ustica.

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