Urbani: «Berlusconi irripetibile», il messaggio ai figli
L’ex ideologo di Forza Italia ripercorre l’incontro con il Cavaliere e spiega perché oggi non vede un erede politico all’altezza
A oltre trent’anni dal loro primo incontro, Giuliano Urbani torna con la memoria alla nascita di Forza Italia e alla figura di Silvio Berlusconi. L’ex ministro dei Beni culturali, oggi 89enne, considera ancora eccezionali il carisma, la generosità e la disponibilità a mettersi in discussione dell’ex premier, che il 29 settembre avrebbe compiuto 90 anni.
Il coraggio che fece nascere Forza Italia
Urbani conobbe Berlusconi alla fine di giugno del 1993, quando insegnava Scienza politica alla Bocconi e lavorava sui sondaggi per il Sole 24 ore. A favorire il contatto fu Gianni Agnelli: durante una cena a Milano gli chiese se avesse già incontrato l’imprenditore, e il giorno seguente arrivò l’invito a Villa San Martino.
In quel colloquio Berlusconi spiegò di non voler lasciare il futuro del Paese senza una risposta politica e sostenne la necessità di costruire un nuovo movimento. Da quella conversazione, secondo Urbani, prese forma il progetto che avrebbe portato alla fondazione di Forza Italia nel 1994. Il politologo ricorda soprattutto la scelta di esporsi nonostante i consigli ricevuti e le conseguenze giudiziarie e politiche che colpirono anche Marcello Dell’Utri.
Una rivoluzione liberale rimasta incompiuta
L’ex vicepresidente della Bicamerale per le Riforme istituzionali del 1997 ritiene che Berlusconi abbia perseguito fino in fondo l’idea di una forza liberale capace di parlare a un elettorato ampio. A suo giudizio, tuttavia, il progetto di trasformazione del Paese non si è realizzato: l’ex premier avrebbe confidato troppo nella maturità del sistema politico e forse peccato di ottimismo.
Urbani ammette di averlo visto affidarsi talvolta a collaboratori non all’altezza, ma collega quella scelta alla sua straordinaria generosità. Oggi, osserva, la sua assenza pesa ancora nel panorama politico; Giorgia Meloni, per energia e disponibilità, riesce in parte a colmare quel vuoto e appare più forte dei suoi principali avversari.
Nessun erede nella famiglia
Secondo Urbani, il centrodestra non troverà facilmente un altro leader con le stesse caratteristiche. Il coraggio mostrato da Berlusconi quando decise di entrare in politica, spiega, non è un patrimonio riproducibile e non intravede quindi una figura destinata a prenderne davvero il posto.
Per questa ragione sconsiglia ai figli dell’ex premier di seguire la strada del padre. Non mette in dubbio il loro valore, ma ritiene che le condizioni personali e storiche che permisero a Berlusconi di lanciarsi nell’impresa non possano ripetersi.
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