Ucraina, l’opposizione si divide: cinque mozioni e applausi a Meloni
Pd, 5 Stelle, Avs, Italia Viva e +Europa hanno presentato testi distinti sul sostegno a Kiev, mostrando posizioni lontane già nel dibattito al Senato.
Il fronte progressista si è presentato in Senato con cinque documenti diversi sulla guerra in Ucraina. Pd, 5 Stelle, Avs, Italia Viva e +Europa hanno infatti depositato una mozione ciascuno, confermando le distanze tra i partiti di opposizione sulla politica estera.
La frattura è emersa durante il confronto seguito alla relazione di Giorgia Meloni alle Camere in vista del Consiglio europeo. Le successive astensioni incrociate su alcuni testi hanno attenuato il contrasto solo sul piano delle votazioni, senza cancellare le differenze illustrate dagli interventi.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Cinque partiti, cinque linee sull’Ucraina
Il cosiddetto campo largo non ha quindi elaborato una posizione comune sul sostegno a Kiev. Le risoluzioni presentate dalle forze di centrosinistra si sono mosse lungo direttrici differenti, tanto da restituire cinque impostazioni sul rapporto tra aiuti militari, sostegno politico e prospettiva diplomatica.
Tra le posizioni emerse c’è quella illustrata da Elly Schlein, favorevole agli aiuti ma accompagnata dalla richiesta di rafforzare lo sforzo diplomatico per arrivare a una pace giusta. Il dibattito ha così evidenziato una distanza non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno dello stesso schieramento alternativo al governo.
Gli applausi che spaccano il fronte
A rendere ancora più evidente la situazione sono state le reazioni al discorso della premier in Senato. Giorgia Meloni ha ricevuto applausi anche da esponenti dell’opposizione, un episodio letto come ulteriore conferma della difficoltà del centrosinistra nel mantenere una linea condivisa.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Tra i parlamentari che hanno applaudito vengono indicati Pier Ferdinando Casini, Filippo Sensi, Walter Verini e Graziano Delrio, insieme ad altri esponenti riformisti del Pd. Anche Carlo Calenda e diversi rappresentanti di Italia Viva si sono uniti agli applausi rivolti alla presidente del Consiglio.
Unità dichiarata, divisioni visibili
Le astensioni reciproche e adottate in modo tattico su parti delle mozioni hanno consentito di ridurre lo scontro al momento del voto. Tuttavia, la pluralità dei testi e la distanza tra le argomentazioni hanno mostrato quanto sia fragile la convergenza tra le forze di opposizione.
Il risultato è un centrosinistra capace di attenuare le contrapposizioni procedurali, ma ancora diviso sulle scelte da compiere per l’Ucraina. Le parole pronunciate in Aula hanno reso più riconoscibili le diverse sensibilità rispetto a qualsiasi tentativo di rappresentare il dibattito come una prova di unità.
Continua a leggere
Centrosinistra, sfida sulla leadership: Schlein replica a Salis
La sindaca di Genova denuncia divisioni e assenza di una guida condivisa, mentre la segretaria del Pd rivendica il lavoro svolto per ricompattare partito e alleanza progressista.
Flotilla, l’inchiesta di Roma scuote Israele: indagati i vertici
La Procura ricostruisce abbordaggi, fermi e presunti abusi contro i partecipanti alle due missioni della Global Sumud Flotilla.
Commemorazione del 16 ottobre: è scontro sull’Anpi a Roma
La delegazione dei partigiani è stata allontanata durante la cerimonia al ghetto, mentre associazioni e forze politiche si dividono sulle responsabilità dell’episodio
Bollette, Meloni incassa l’ok Ue: cosa cambia e le altre sfide
La premier rivendica l’intesa europea sull’energia e affronta anche sanzioni alla Russia, futuro dell’Ilva, migranti, flessibilità e proteste studentesche.