Bollette, Meloni incassa l’ok Ue: cosa cambia e le altre sfide
La premier rivendica l’intesa europea sull’energia e affronta anche sanzioni alla Russia, futuro dell’Ilva, migranti, flessibilità e proteste studentesche.
Sulle sanzioni contro la Russia il governo italiano non intende arretrare. Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, ha sostenuto che la linea adottata dall’Unione resta uno strumento essenziale per fare pressione su Mosca: «Non dobbiamo fare passi indietro». La premier ha aggiunto che, considerate le notizie emerse nelle ultime ore, era necessario mantenere un linguaggio inequivocabile sul tema.
A Taranto, intanto, resta aperto il dossier Ilva. Rispondendo alle domande sulle proteste, Meloni ha assicurato che l’esecutivo farà quanto possibile per affrontare la situazione e ha ricordato che, dall’inizio della legislatura, sono stati destinati 5 miliardi di fondi statali e risorse gestite da Invitalia. La presidente del Consiglio ha inoltre precisato che la chiusura dello stabilimento non è stata decisa dal suo governo, che ora si trova a doverne gestire le conseguenze.
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L’intesa europea sulle bollette
Il passaggio più rilevante del vertice riguarda comunque il via libera della Commissione europea alle misure italiane sul cosiddetto decreto bollette. L’accordo, raggiunto dopo un confronto durato a lungo, permette al governo di utilizzare gli interventi già varati per contenere l’effetto del prezzo del gas sul costo dell’elettricità.
Secondo Meloni, l’autorizzazione comunitaria offre la possibilità concreta di alleggerire le spese sostenute dalle famiglie. «Sono molto contenta di questo risultato», ha detto la premier, sottolineando il valore dell’intesa soprattutto nell’attuale scenario energetico.
Nel documento conclusivo del Consiglio europeo sono state inserite anche alcune richieste avanzate dall’Italia insieme alla Repubblica Ceca. Tra i riferimenti citati figurano la stabilità del mercato della ricerca, gli Ets2 e la necessità di definire tempi e garanzie adeguati, oltre alla revisione del sistema Ets, considerata urgente da Roma.
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Più margini per gli investimenti
Meloni si è mostrata fiduciosa anche sulla possibilità di ottenere maggiore elasticità nell’applicazione delle regole economiche europee. Dopo il colloquio con Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio ha spiegato che potrebbero esserci spazi per affrontare le difficoltà comuni agli Stati membri senza modificare l’attuale quadro normativo.
La richiesta italiana riguarda in particolare gli investimenti nel settore energetico. L’obiettivo, secondo la premier, è poter contare su margini aggiuntivi per sostenere interventi ritenuti necessari, mantenendo comunque il rispetto delle regole oggi in vigore.
Migranti e proteste, il confronto resta aperto
Sul fronte migratorio, Meloni ha riferito di aver parlato con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Roma e Madrid intendono coinvolgere i rispettivi ministri dell’Interno nella prossima settimana per sostituire le misure adottate reciprocamente con nuove modalità di collaborazione, continuando a verificare il funzionamento dell’area Schengen e la sicurezza nazionale.
La premier ha poi preso posizione sulle manifestazioni studentesche. Ha detto di considerare positiva la partecipazione civile, ma ha distinto questa forma di mobilitazione dagli episodi violenti, citando bombe carta e aggressioni alle forze dell’ordine. Da qui la richiesta ai partiti di opposizione di condannare senza ambiguità la violenza e di sostenere cortei privi di scontri.
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Il materiale fornito contiene soltanto il titolo e avvisi legali, senza informazioni sufficienti per ricostruire la notizia su energia e migranti.
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