Centrosinistra, sfida sulla leadership: Schlein replica a Salis
La sindaca di Genova denuncia divisioni e assenza di una guida condivisa, mentre la segretaria del Pd rivendica il lavoro svolto per ricompattare partito e alleanza progressista.
Elly Schlein rivendica l’unità raggiunta dal Partito democratico e dalla coalizione progressista, ma le parole di Silvia Salis riaprono il confronto sulla capacità del centrosinistra di individuare una leadership riconosciuta. La sindaca di Genova considera ancora irrisolto il problema della guida politica dello schieramento, mentre la segretaria dem sostiene che proprio il percorso unitario possa portare alla vittoria.
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Schlein difende il percorso unitario
Rispondendo alle osservazioni di Salis, Schlein ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi anni su due fronti: la ricomposizione del Pd e la costruzione di un’alleanza più ampia. «Il Pd non è mai stato così unito», ha affermato, sottolineando anche che nel 2022 la coalizione progressista non esisteva più nella forma attuale.
La segretaria ha poi richiamato le ultime elezioni regionali: per la prima volta dopo vent’anni, l’alleanza progressista si è presentata con lo stesso assetto in tutte e 7 le regioni al voto. Secondo Schlein, questa ritrovata compattezza avrebbe spinto il centrodestra a modificare la legge elettorale attraverso ripetuti voti di fiducia, perché preoccupato dalla possibilità di perdere.
La leader del Pd considera quindi la coalizione «unita, competitiva» e pronta a vincere le prossime elezioni, mantenendo gli impegni indicati nel programma. La sua replica arriva a stretto giro rispetto alle dichiarazioni della sindaca di Genova, che aveva posto l’accento soprattutto sulla mancanza di un riferimento comune.
Salis vede una crisi di leadership
Nell’intervista, Salis ha sostenuto che il centrosinistra abbia sviluppato nel tempo una forte diffidenza verso la figura del leader. A suo giudizio, le divisioni interne e la necessità di attenuare le identità dei singoli partiti per tenere insieme la coalizione hanno finito per indebolire la prospettiva di una vittoria nazionale.
La sindaca ha indicato Schlein e Giuseppe Conte come personalità con ambizioni legittime, ricordando che l’ex presidente del Consiglio ha già guidato due governi pur avendo oggi dieci punti in meno rispetto al Pd. Ha citato inoltre il mondo riformista e Alleanza Verdi e Sinistra, che a suo avviso devono poter riconoscersi in una leadership.
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Salis ha messo a confronto il quadro del centrosinistra con quello della destra, dove Fratelli d’Italia avrebbe assorbito una parte rilevante degli altri soggetti politici. Il Pd, invece, avrebbe disperso energie nelle tensioni interne: con maggiore inclusione e un migliore equilibrio al proprio interno, ha osservato, oggi potrebbe puntare al 30 per cento.
Primarie e futuro personale
La sindaca ha confermato anche la propria contrarietà alle primarie per scegliere il candidato alla guida del centrosinistra. Il rischio, secondo lei, sarebbe quello di trasformare i gazebo in un terreno di scontro, mentre la decisione dovrebbe essere assunta dai principali leader della coalizione attraverso un accordo politico.
Quanto a una possibile candidatura a premier, Salis ha escluso per ora un impegno nazionale diretto. Ha spiegato di essere stata eletta per amministrare Genova e di voler sostenere senza esitazioni la campagna del centrosinistra, restando però nel ruolo di sindaca.
La prima cittadina non ha comunque chiuso ogni ipotesi per il futuro: per guidare un governo, ha detto, servono preparazione e condizioni favorevoli. Nel suo riferimento alle figure politiche femminili più importanti ha indicato Nilde Iotti, Roberta Pinotti e Lilli Gruber.
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