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Politica 2 min di lettura16 ott

Oleshky, la richiesta del Papa a Putin: tregua per far arrivare gli aiuti

Nel colloquio telefonico Leone XIV ha sollecitato pause nei combattimenti per assistere i civili e confermato il ruolo della Santa Sede nel dialogo

La situazione umanitaria a Oleshky, nella regione di Kherson, è stata al centro del colloquio telefonico avuto oggi da Papa Leone XIV con Vladimir Putin. Il Pontefice ha chiesto una tregua che permetta di portare cibo e medicinali alla popolazione, oltre a organizzare un’evacuazione volontaria e sicura dei civili.

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La priorità è la popolazione civile

Secondo quanto riferito dalla sala stampa vaticana, Leone XIV ha manifestato forte apprensione per le condizioni della città. Nel confronto con il presidente russo, il Papa ha posto l’accento sulla necessità di creare una pausa operativa per consentire l’intervento degli aiuti e tutelare chi intende lasciare la zona.

Al termine della conversazione, il Pontefice ha ribadito la disponibilità della Santa Sede a sostenere il dialogo e gli sforzi rivolti alla pace. L’appello per Oleshky si inserisce così nell’attività diplomatica e umanitaria che il Vaticano sta portando avanti dall’inizio del pontificato.


Mosca valorizza il canale con il Vaticano

Il Cremlino ha fornito una propria ricostruzione della telefonata, sottolineando l’importanza attribuita alla collaborazione tra Russia e Santa Sede. Putin ha richiamato in particolare la difesa dei valori spirituali e morali condivisi, insieme alla protezione dei cristiani e dei loro luoghi di culto in varie aree del mondo.

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Non si tratta del primo contatto diretto tra i due: un’altra conversazione si era svolta nel giugno 2025. Leone XIV aveva inoltre offerto il Vaticano come possibile sede per eventuali negoziati di pace tra Russia e Ucraina.


Gli ultimi contatti diplomatici

Negli ultimi mesi la Santa Sede ha mantenuto aperti diversi canali con Mosca. Alla fine di agosto vi si era recato monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, mentre alla fine di settembre il cardinale Matteo Zuppi aveva raggiunto la capitale russa come inviato per le questioni umanitarie.

La nuova telefonata conferma quindi la continuità dell’impegno vaticano, unendo la richiesta immediata di assistenza per gli abitanti di Oleshky alla più ampia ricerca di un percorso negoziale tra le parti.

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