Quirinale, il metodo Mattarella svelato da Zampetti: «Prima le soluzioni
Il segretario generale della Presidenza della Repubblica ripercorre undici anni accanto a Sergio Mattarella e spiega il lavoro, spesso invisibile, che sostiene il Colle.
Il tratto distintivo di Sergio Mattarella, secondo Ugo Zampetti, emerge soprattutto nei passaggi più delicati: il Presidente tende a cercare una via d’uscita concreta, senza rimanere bloccato dall’analisi delle difficoltà. È questo il cosiddetto “metodo Mattarella”, illustrato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica in una delle sue rare interviste.
Zampetti ha parlato anche del senso del servizio pubblico e della necessità di consegnare a chi verrà dopo un’amministrazione più solida di quella ricevuta. Un principio che richiama la parabola evangelica dei talenti, mentre sugli episodi vissuti al Quirinale mantiene il riserbo imposto dal suo incarico.
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Il lavoro discreto accanto al Presidente
Romano, nato nel 1949, Zampetti è stato ospite del programma di Sky Tg24 “Gli Invisibili - Il potere che non si vede”, dedicato alle figure che operano ai vertici dello Stato senza apparire sulla scena pubblica. La sua esperienza nella pubblica amministrazione parlamentare è iniziata alla fine del 1999, quando fu nominato segretario generale della Camera.
Nel corso di quell’esperienza ha lavorato con Luciano Violante, Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini e Laura Boldrini. Nel 2015 è arrivato al Quirinale con lo stesso incarico e da allora affianca Sergio Mattarella nella gestione della struttura amministrativa della Presidenza. Il rapporto con Palazzo Chigi, ha spiegato, è rimasto corretto e improntato alla collaborazione durante tutti i governi succedutisi negli anni.
Zampetti respinge però l’immagine dell’“eminenza grigia”. Il suo compito consiste nel mantenere i collegamenti con le altre istituzioni e con i diversi soggetti dell’ordinamento, così da mettere a disposizione del Capo dello Stato le informazioni necessarie all’esercizio delle sue funzioni.
Al Quirinale ogni giornata cambia registro
Impossibile, secondo il segretario generale, fissare un modello valido per le giornate del Presidente. Gli appuntamenti sono molti, ravvicinati e intensi, ma una parte del lavoro può cambiare rapidamente o non essere prevista in agenda: «Ogni giorno ha la sua pena e fa storia a sé», ha osservato Zampetti nel corso dell’intervista.
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Il suo incarico comprende anche la responsabilità della macchina amministrativa del Quirinale. Si tratta di una funzione gestionale che deve comunque svolgersi seguendo le direttive e gli orientamenti generali indicati dal Presidente, in un equilibrio tra autonomia operativa e indirizzo istituzionale.
Più visitatori e concorsi per il personale
Tra i risultati rivendicati da Zampetti c’è l’apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale e della Tenuta di Castelporziano. I due siti accolgono complessivamente circa 50-60mila visitatori ogni anno, ampliando il rapporto diretto tra le sedi della Presidenza e i cittadini.
Un’altra svolta riguarda il reclutamento interno. Il Segretariato generale ha bandito per la prima volta un concorso destinato a funzionari di ruolo; successivamente, procedure analoghe hanno interessato tutte le categorie del personale. In questo modo, ha sottolineato Zampetti, il concorso è diventato il canale ordinario per entrare nell’amministrazione permanente del Quirinale.
Il segretario generale descrive dunque il proprio ruolo come qualcosa che va oltre una semplice mansione: «È un lavoro e una missione». Quanto agli aneddoti accumulati in undici anni, resta invece il silenzio: la parola “segretario” rimanda a chi custodisce segreti e informazioni che non possono essere divulgati.
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