Campo progressista, l’abbraccio non basta: il nodo è Kiev
Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli rilanciano l’unità dopo la manifestazione della Cgil, ma programma, alleanze e sostegno all’Ucraina restano da definire.
Il gesto di unità arrivato da piazza del Popolo non cancella le distanze ancora presenti nel campo progressista. Dopo l’intervento di Maurizio Landini alla manifestazione della Cgil, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono ritrovati insieme davanti al palco, tra strette di mano e fotografie, per rilanciare l’idea di un’alternativa al governo.
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L’abbraccio non scioglie i dubbi
La segretaria del Partito Democratico ha letto nella partecipazione alla piazza un segnale politico e ha richiamato lo spirito della mobilitazione referendaria. Schlein ha invitato le forze di opposizione a lavorare insieme per difendere e attuare la Costituzione, cercando anche il dialogo con le persone che negli ultimi anni si sono allontanate dalla politica.
Conte ha confermato la disponibilità del Movimento 5 Stelle a confrontarsi con gli altri partiti, ma ha avvertito che prima occorre costruire una piattaforma condivisa. Sul sostegno a Kiev, il presidente pentastellato ha parlato della necessità di arrivare a un punto d’incontro, escludendo però il ritorno a quella che considera la linea fallimentare dell’attuale esecutivo.
Kiev e programma, prove di sintesi
Il dossier ucraino rimane quindi uno dei passaggi più delicati. A Schlein spetterà una parte rilevante della mediazione, insieme alla ricerca di un’intesa su fisco, contenuti del programma e metodo con cui definire l’eventuale alleanza. L’area riformista del Partito Democratico chiede indicazioni più precise proprio su questi aspetti.
Un altro tema riguarda il perimetro della coalizione. Dal Movimento 5 Stelle vengono rinnovate le richieste di garanzie sull’eventuale coinvolgimento di Matteo Renzi. Bonelli, intervenuto con il casco della Fiom, ha riferito di aver raccolto tra i manifestanti un appello all’unità e ha sostenuto che il campo largo non possa permettersi tatticismi né divisioni.
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Il congresso Dem entra nella partita
Il calendario politico prevede già un appuntamento importante: l’assemblea del Partito Democratico in programma domani. Ai delegati spetterà votare una modifica dello statuto per stabilire che, qualora le elezioni arrivassero vicino alla scadenza del mandato del segretario, il congresso si svolgerebbe comunque in un momento successivo.
Fino all’ultimo proseguiranno i contatti tra il Nazareno e l’area riformista, con l’obiettivo di concordare il testo della modifica e di evitare un confronto interno particolarmente accidentato. Non dovrebbe invece riaprirsi la questione di un secondo candidato alle primarie, ipotesi non contemplata dallo statuto. Anche Ilaria Salis ha ribadito di non voler partecipare alla competizione, né come candidata né con il ruolo di federatrice.
Dalla manifestazione un nuovo impulso
Fratoianni e Bonelli hanno raggiunto fin dall’inizio il corteo partito da piazza della Repubblica. Durante la giornata, le delegazioni democratiche e pentastellate hanno incontrato Landini nei pressi del palco; Schlein e Conte hanno poi ascoltato separatamente il suo intervento insieme ai militanti.
Il segretario della Cgil ha rivolto dure critiche al governo, accolte dagli applausi di Schlein, Fratoianni e Bonelli. La componente di Alleanza Verdi e Sinistra ha reagito con particolare favore anche al rilancio dell’imposta patrimoniale. Al termine, mentre risuonava “Bella ciao”, i quattro esponenti si sono riuniti in un abbraccio. Bonelli ha definito la manifestazione l’inizio di una nuova stagione di mobilitazioni e ha chiesto di restare accanto a lavoratori, associazioni e cittadini nelle prossime iniziative.
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