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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Commemorazione del 16 ottobre: è scontro sull’Anpi a Roma

La delegazione dei partigiani è stata allontanata durante la cerimonia al ghetto, mentre associazioni e forze politiche si dividono sulle responsabilità dell’episodio

L’Aned ha definito grave e inaccettabile la contestazione subita dall’Anpi durante la commemorazione del rastrellamento degli ebrei romani. L’associazione degli ex deportati ha espresso vicinanza ai partigiani e ha criticato la posizione della Comunità ebraica romana.

In una nota, l’Aned ha osservato che, se il presidente Victor Fadlun preferisce non condividere la cerimonia con chi ha combattuto i deportatori nazisti, ma con esponenti politici i cui gruppi giovanili inneggiano ai forni di Auschwitz, «questo è con evidenza un problema suo».

Avs di Roma e provincia ha a sua volta condannato quanto accaduto. Gad Lerner, intervenuto sui social, ha auspicato una presa di posizione pubblica da parte di un esponente della Comunità ebraica o della presidente nazionale dell’Ucei contro chi ha rivendicato l’esclusione dell’Anpi, ritenendo che quella scelta abbia finito per offendere gli ebrei italiani.


La protesta accende il confronto

La cerimonia si è svolta nel quartiere ebraico della capitale, ma la presenza dell’Anpi ha provocato contestazioni e momenti di forte tensione. La delegazione, guidata dalla presidente provinciale Marina Pierlorenzi, è stata collocata oltre alcune transenne e successivamente fatta uscire dall’area destinata alla commemorazione.

Pierlorenzi ha descritto l’accaduto come un attacco rivolto ai rappresentanti dell’associazione. L’Anpi ha parlato di insulti, minacce e aggressioni verbali, assicurando che continuerà a partecipare alle iniziative nei luoghi della Resistenza e della memoria antifascista.

A sostegno della delegazione si sono schierate anche altre realtà presenti all’appuntamento: tra queste la Fiap, l’Aned e l’Associazione nazionale vittime di guerra. L’Anpi ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere un incontro al sindaco Roberto Gualtieri e al prefetto.

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La Comunità conferma l’esclusione

La richiesta di non partecipare era stata formulata nei giorni precedenti da Fadlun. Il presidente della Comunità ebraica romana ha spiegato che la decisione sarebbe legata al ricordo dell’allontanamento della Brigata ebraica dal corteo del 25 aprile e all’atteggiamento attribuito all’Anpi verso le manifestazioni favorevoli alla causa palestinese.

Secondo Fadlun, la commemorazione riguardava una delle tragedie più dolorose della storia degli ebrei romani. Il 16 ottobre 1943 furono rastrellate e deportate 1.022 persone nei campi di sterminio: soltanto sedici sopravvissero e nessuno dei bambini fece ritorno.

Il presidente ha quindi sostenuto che la delegazione non fosse gradita e ha prospettato l’estensione dell’esclusione anche ad altri appuntamenti dedicati alla memoria e alla lotta contro il nazifascismo.


Gualtieri arriva dopo l’allontanamento

Il sindaco Roberto Gualtieri ha raggiunto il quartiere ebraico per la celebrazione organizzata dal Comune quando la delegazione dell’Anpi era già stata allontanata. Il primo cittadino non ha rilasciato commenti sull’episodio.

La commemorazione ricordava il rastrellamento del 16 ottobre 1943, quando centinaia di ebrei furono catturati nel ghetto di Roma e avviati alla deportazione. Il confronto esploso intorno alla partecipazione dell’Anpi ha così sovrapposto alla memoria della persecuzione nazista una nuova frattura tra associazioni della Resistenza e Comunità ebraica.

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