Ucraina, l’opposizione prova la tregua: cosa cambia alla Camera
Cinque testi distinti non impediscono un primo incrocio tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, anche se sugli aiuti militari resta il contrasto.
La distanza tra le forze di centrosinistra sul sostegno a Kiev non scompare, ma nelle votazioni sulle comunicazioni di Giorgia Meloni prende forma un primo riavvicinamento. Alla Camera, infatti, le opposizioni hanno scelto di non contrapporsi automaticamente sulle rispettive mozioni, aprendo una fase di cauta collaborazione.
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Un passo indietro sulle mozioni
La giornata parlamentare si è aperta con cinque risoluzioni presentate separatamente. I partiti, dunque, hanno mantenuto posizioni autonome davanti agli impegni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo.
La novità è arrivata al momento del voto: per la prima volta il Partito Democratico non ha votato contro i testi depositati da Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni. Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana hanno ricambiato l’atteggiamento, evitando di trasformare il confronto in uno scontro diretto.
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La tregua non cancella il dissenso
L’intesa tattica ha consentito di creare un clima meno conflittuale e di preparare possibili accordi su alcuni passaggi parlamentari. Si tratta però di un avvicinamento ancora limitato, maturato dopo una giornata caratterizzata da iniziative separate.
Il nodo principale resta quello del sostegno militare all’Ucraina. La convergenza nelle procedure di voto non coincide quindi con una posizione comune sulla prosecuzione degli aiuti a Kiev: su questo punto le differenze tra le opposizioni rimangono evidenti.
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