Meloni cerca alleati a Est: il negoziato europeo resta senza sponde
Con Francia e Germania lontane, la premier guarda ai partner dell’area Visegrad e ai conservatori mediterranei per sostenere il sistema industriale italiano.
Il confronto europeo lascia Giorgia Meloni con margini di manovra ridotti e poche risposte concrete per il comparto industriale. Roma tenta così di costruire una rete alternativa, tra Paesi dell’Europa centro-orientale e interlocutori dell’area mediterranea.
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L’intesa con Parigi e Berlino non arriva
Francia e Germania non offrono, al momento, il sostegno atteso dall’Italia. Il vuoto politico spinge la presidente del Consiglio a cercare appoggi diversi, mentre il negoziato procede tra richieste difficili da conciliare e risultati ancora limitati.
La trattativa viene descritta come aspra e poco generosa sul piano delle concessioni. Per il sistema produttivo italiano, le risposte considerate necessarie restano quindi ancora insufficienti.
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Roma guarda verso Visegrad
In questo scenario Meloni torna a valorizzare i rapporti con i Paesi tradizionalmente associati al gruppo di Visegrad. Il quadro, tuttavia, è cambiato: Polonia e Ungheria hanno assunto posizioni più moderate rispetto al passato.
Accanto a questi interlocutori, l’Italia prova a coinvolgere anche forze conservatrici del Mediterraneo, compresa la Grecia. Si tratta di partner di dimensioni politiche più contenute, ma utili nel tentativo di ampliare il fronte negoziale di Roma a Bruxelles.
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