Kiev, il campo largo prova a ricucire: Schlein e Conte più vicini
Dopo lo scontro sul Consiglio europeo, Pd e Movimento 5 Stelle abbassano i toni, pur lasciando aperte le distanze sulla linea da seguire.
La distanza tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sembra essersi ridotta, almeno nel linguaggio pubblico. Dopo settimane di confronto aspro, i due leader hanno scelto toni più concilianti sulla guerra in Ucraina e sulla necessità di una soluzione diplomatica, anche se nel centrosinistra non sono sparite tutte le tensioni.
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Schlein e Conte cercano un punto comune
Il cambio di clima arriva dopo la prova parlamentare sul Consiglio europeo, che aveva riportato in primo piano le differenze tra le forze dell’opposizione. Schlein e Conte, indicati come possibili protagonisti di future primarie, hanno però smesso di alimentare lo scontro a distanza e hanno iniziato a utilizzare parole in parte sovrapponibili.
La segretaria del Partito Democratico ha riconosciuto che «ci sono ancora differenze», mantenendo quindi una cautela che impedisce di parlare di un accordo già raggiunto. Il presidente del Movimento 5 Stelle, dal canto suo, ha insistito sulla necessità di una «svolta negoziale» per affrontare la questione di Kiev.
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Restano le perplessità dei riformisti
L’avvicinamento tra i due principali esponenti del centrosinistra non cancella le riserve interne alla coalizione. In particolare, l’area riformista continua a manifestare insofferenza davanti a una posizione che tende a mettere al centro il negoziato e la ricerca di un’intesa.
Il passaggio dalle contrapposizioni delle ultime settimane a una maggiore sintonia potrebbe comunque favorire il dialogo nel campo largo. Per ora, tuttavia, il riavvicinamento resta soprattutto politico e comunicativo: le differenze sulla guerra in Ucraina sono ancora presenti e dovranno essere affrontate nel merito.
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