Trump spinge l’IA, ma nel fronte Maga cresce la rivolta
Tra consiglieri repubblicani e attivisti, il sostegno del presidente all’intelligenza artificiale viene considerato un rischio politico in vista delle elezioni di midterm.
La questione non riguarda solo la Silicon Valley: dentro il mondo repubblicano il sostegno di Donald Trump all’intelligenza artificiale sta diventando un problema elettorale. Secondo il Financial Times, tra gli attivisti Maga e tra diversi strategist Gop cresce l’idea che questa linea possa ritorcersi contro il partito già alle prossime midterm.
L’allarme dei repubblicani
In un promemoria circolato questo mese, Tony Fabrizio ha avvertito i candidati che appoggiare senza condizioni la costruzione di nuovi data center per l’IA è una scelta destinata a perdere consensi. Il sondaggista di Trump, riferisce Axios, ha anche invitato le campagne a non liquidare come irrilevanti le preoccupazioni espresse a livello locale.
Altri consiglieri hanno allargato il ragionamento al Texas, dove la partita per un seggio al Senato potrebbe diventare più complicata per i repubblicani. Il timore è che i democratici sfruttino il crescente sospetto verso le grandi società tecnologiche per guadagnare terreno.
Bannon rompe il fronte
La presa di posizione di Trump ha provocato anche una reazione pubblica di Steve Bannon, ex stratega capo della Casa Bianca. Bannon ha bollato l’intelligenza artificiale come “radioattiva”, segnando una distanza netta rispetto alla linea del presidente.
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Le tensioni sono aumentate dopo le uscite più recenti di Trump, che ha preso di mira chi prova a rallentare i data center, definendolo “arretrati e poveri”. Ha inoltre liquidato come “bufala” le paure sulla sicurezza dell’IA, nonostante quei timori siano condivisi da quasi due terzi degli americani secondo i sondaggi.
Il presidente è arrivato anche ad accusare i sostenitori di un freno allo sviluppo dell’IA di partecipare a una “malata cospirazione” per aiutare la Cina. Un linguaggio che, secondo il Ft, ha rafforzato l’irritazione sia nella base Maga sia tra gli strateghi repubblicani più attenti alle ricadute del voto di novembre.
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