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Politica 2 min di lettura30 set

Treviso sfida il 2027: il libro nasce dall’acqua e dalle biblioteche

La città veneta ha illustrato al ministero della Cultura il dossier con cui punta al titolo di Capitale italiana del libro 2027.

La candidatura di Treviso alla Capitale italiana del libro 2027 punta su un’idea precisa: affidare alla comunità, alle biblioteche e alla memoria del territorio la costruzione del futuro culturale della città. Il progetto è stato illustrato attraverso il dossier “Memorie correnti, pagine viventi”, che ha portato Treviso tra le finaliste.


Una candidatura nata dal territorio

Durante l’audizione, il sindaco Mario Conte ha sottolineato il carattere partecipato dell’iniziativa. «Questo progetto nasce dalla comunità, da una struttura culturale solida e dalla volontà di unire e coinvolgere», ha affermato, spiegando che il percorso non è stato imposto dall’amministrazione.

Conte ha quindi indicato nelle biblioteche, nei giovani, negli operatori culturali e nelle realtà impegnate quotidianamente nella promozione della lettura i principali protagonisti del progetto. La candidatura, secondo il sindaco, prende forma proprio dalle attività e dalle relazioni già presenti in città.


Il dossier segue il corso dell’acqua

Il documento presentato lega la tradizione del libro alla particolare conformazione di Treviso. Il Sile e il Botteniga, i due corsi d’acqua che attraversano il centro abitato, diventano il filo conduttore di un racconto nel quale i fiumi richiamano il fluire delle storie e il sedimentarsi della memoria.

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Anche l’identità visiva della candidatura riprende questo legame: la città è raffigurata dall’alto, racchiusa dai suoi corsi d’acqua, mentre da quel perimetro prende forma un libro aperto. L’audizione si è svolta nella sala Spadolini del ministero della Cultura ed è stata preceduta da un filmato dedicato alla proposta.


La squadra davanti alla commissione

Dopo l’intervento iniziale del sindaco, il progetto è stato presentato da Fabrizio Malachin, dirigente del settore comunale dedicato a musei, biblioteche, cultura, turismo, teatro e paesaggio. Insieme a lui sono intervenute Martina Begalli, responsabile del coordinamento delle attività biblioteconomiche e delle biblioteche comunali, e Maria Teresa De Gregorio, assessora alla Cultura e al Turismo.

La delegazione ha illustrato i contenuti del dossier e il percorso che ha condotto Treviso alla selezione tra le città finaliste. Ora la candidatura attende l’esito della valutazione per il titolo relativo al 2027.

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