7.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura39 min fa

Caro energia, Meloni mette l’Ue davanti ai conti: cosa chiede

La premier sollecita Bruxelles a considerare l’inflazione più alta del previsto e punta a usare 14 miliardi per ridurre in modo stabile il costo dell’energia

Il governo punta a rendere più stabile il contenimento dei prezzi energetici e incassa una nuova adesione da parte delle aziende del settore: dopo Eni, Socar e Q8, anche Tamoil ha scelto di partecipare all’appello lanciato dall’esecutivo. Giorgia Meloni riconosce tuttavia che gli interventi adottati finora non sono sufficienti.


La pressione sui prezzi resta alta

Dal palco dell’80esimo anniversario della Cna, la presidente del Consiglio ha ricordato che negli ultimi anni sono stati destinati circa 60 miliardi di euro alla protezione di famiglie e imprese dall’aumento dell’energia. Le misure hanno incluso l’estensione del bonus sociale a milioni di nuclei e aiuti rivolti alle attività produttive, con l’obiettivo di alleggerire le bollette.

Meloni ha citato anche le iniziative adottate quando il costo dei carburanti è aumentato rapidamente, in seguito al conflitto in Iran e alla crisi di Hormuz. Tra gli strumenti utilizzati figurano la riduzione delle accise, il sistema delle accise mobili e l’eliminazione del bollo auto per le vetture impiegate dalle famiglie nelle città.


Dall’emergenza a una soluzione stabile

Secondo la premier, la risposta non può limitarsi a interventi temporanei. «Non basta, lo so, bisogna fare di più: costruire soluzioni strutturali di lungo periodo a livello nazionale», ha affermato, sottolineando la necessità di proseguire il lavoro sul costo dell’energia.

La presidente del Consiglio ha inoltre sostenuto che l’Europa dovrebbe presentarsi con una posizione più forte, possibilmente comune, davanti alla crisi. Le imprese energetiche che hanno aderito all’iniziativa del governo sono state ringraziate pubblicamente, con l’ingresso di Tamoil indicato come l’ultimo sostegno arrivato in ordine di tempo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La richiesta di flessibilità a Bruxelles

Tra le priorità dell’esecutivo c’è anche la possibilità di disporre di maggiore flessibilità europea per affrontare la crisi energetica. L’Italia, ha spiegato Meloni, aveva sollevato il tema in anticipo e ha ottenuto 14 miliardi di euro, risorse che ora intende indirizzare verso una riduzione duratura dei costi sostenuti dalle imprese.

La premier ha quindi collegato l’emergenza energetica agli effetti dell’inflazione sui bilanci pubblici. A suo giudizio, gli aumenti superiori alle previsioni modificano gli equilibri inizialmente calcolati e producono adeguamenti automatici previsti dalla legge, come quelli relativi alle pensioni e all’assegno unico.


La lettera sull’inflazione

Proprio su questo punto Meloni ha scritto giovedì 1 ottobre a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue. Nella missiva viene chiesto di valutare l’impatto che l’inflazione più elevata rispetto alle stime iniziali sta producendo sui conti pubblici italiani.

La presidente del Consiglio ha osservato che il problema riguarda tutti gli Stati membri e non dipende dalle decisioni assunte dai singoli governi. Per questo, secondo l’esecutivo, i nuovi effetti finanziari dovrebbero essere considerati nel quadro europeo, insieme alle conseguenze della crisi energetica.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere