Inflazione e conti pubblici, Meloni scrive a Bruxelles: cosa chiede
La presidente del Consiglio sollecita maggiore flessibilità per affrontare gli effetti dell’inflazione e della crisi energetica, mentre la Commissione Ue richiama le regole già esistenti.
La Commissione europea sostiene di avere già concesso margini di flessibilità agli Stati membri, ma precisa di non aver ancora ricevuto la lettera annunciata da Giorgia Meloni. Il documento, indirizzato a Ursula von der Leyen, riguarda l’impatto dell’inflazione sui bilanci pubblici e la necessità di tenerne conto rispetto alle previsioni iniziali.
Bruxelles attende la lettera italiana
La portavoce della Commissione europea Paula Pinho ha ricordato che agli Stati sono già state riconosciute possibilità aggiuntive, mentre Balazs Udjvari ha chiarito che la comunicazione della premier non risultava ancora arrivata. Nel suo intervento, ha richiamato anche la clausola nazionale di salvaguardia, applicabile all’energia oltre che agli investimenti nella difesa.
La richiesta italiana si inserisce quindi in un confronto più ampio tra governi e istituzioni europee. Meloni sostiene che l’aumento dei prezzi non dipenda dalle decisioni dell’esecutivo e debba essere considerato quando si valutano gli effetti sui conti dello Stato.
Meloni insiste sui costi dell’inflazione
Parlando alla Cna, la presidente del Consiglio ha spiegato di avere scritto a von der Leyen per chiedere che venga valutata la distanza tra l’inflazione effettiva e quella programmata. Tra le conseguenze citate figurano le ricadute sulla spesa per le pensioni e per l’assegno unico. “Non siamo gli unici a chiederlo”, ha sottolineato Meloni, sostenendo che il problema riguarda tutti i Paesi dell’Unione.
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La premier ha inoltre indicato la crisi energetica tra le questioni più urgenti, annunciando l’intenzione di occuparsene dopo l’incontro con l’associazione. Secondo Meloni, serve una maggiore elasticità per affrontare l’aumento dei costi e sostenere i bilanci pubblici.
L’Europa cerca una linea comune
Nel passaggio dedicato ai rapporti internazionali, Meloni ha detto che il governo continua a lavorare perché l’Europa possa esprimere una posizione più forte e coordinata. L’obiettivo indicato è rafforzare la capacità dell’Unione di parlare con una voce il più possibile unitaria.
La questione della flessibilità finanziaria si affianca così al tema dell’energia e alla richiesta di una maggiore coesione europea. Il confronto resta aperto, in attesa che la Commissione acquisisca formalmente la lettera italiana e valuti le richieste contenute.
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