5.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura5 giorni fa

Terra Madre, il saluto di Carlo pesa come un addio: il motivo

Il sovrano britannico ha aperto con un messaggio letto a Torino il ritorno di Terra Madre, ricordando Petrini e rilanciando biodiversità, sostenibilità e cibo “buono, pulito e giusto”.

Il passaggio più toccante di Terra Madre 2026 è arrivato da Londra: Re Carlo ha affidato all’ambasciatore britannico Stephen Hickey un messaggio di apertura intriso di dolore per la morte di Carlin Petrini. Non una semplice nota di saluto, ma un intervento che ha dato subito il tono alla manifestazione di Torino, inaugurata alla presenza anche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il re ha scelto di legare il ricordo dell’amico alla missione di Slow Food, ribadendo quanto la biodiversità e il cibo “buono, pulito e giusto” restino al centro della sfida. E proprio la mancanza del fondatore ha reso questa edizione diversa dalle precedenti, mentre la città torna ad accogliere un appuntamento diffuso, pensato per riportare le comunità internazionali nelle strade del centro.


Il ricordo di Petrini apre la manifestazione

Nel testo inviato per la sedicesima edizione, Carlo ha parlato di «un senso particolarmente profondo di tristezza e di perdita» per l’appuntamento che si apre dopo la morte di Petrini. Ha aggiunto di poter solo immaginare quanto sarà differente l’incontro di quest’anno senza una presenza «così unica e speciale».

Il riferimento personale è stato il cuore del discorso. Il sovrano ha ricordato gli anni trascorsi accanto al fondatore di Slow Food, definendo memorabili tutti gli incontri avuti con lui e sottolineando la sua passione, l’umanità e l’ironia, qualità che — ha spiegato — gli hanno sempre sollevato il morale.


Biodiversità e sostenibilità restano il filo rosso

Nel messaggio, Re Carlo ha insistito sul valore della biodiversità come base della natura e della vita. Secondo il sovrano, quel principio non garantisce soltanto il modello di alimentazione caro a Slow Food, ma anche l’armonia da cui dipendono esistenza e prosperità.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Ha poi riconosciuto il lavoro delle comunità internazionali chiamate a organizzare l’evento senza la guida del suo fondatore, un compito reso più complesso ma anche più significativo. Per questo, ha osservato, la missione del movimento appare oggi più urgente che mai.

Il re ha inoltre ribadito il proprio interesse di lunga data per i temi cari a Petrini: sostenibilità, attenzione all’ambiente, agricoltura biologica e filiera corta. In passato, questa sensibilità lo ha portato anche a sostenere iniziative e prodotti bio nel Regno Unito, fino alla nascita di Duchy Originals.


L’ultima esortazione arriva da Petrini

Nella parte finale del messaggio, Carlo ha invitato tutti a restare ambiziosi ma anche fiduciosi, richiamando l’insegnamento di Petrini: «Chi semina utopia, raccoglie realtà». È stato il modo scelto dal sovrano per chiudere un intervento che, più che un semplice saluto istituzionale, è sembrato un omaggio diretto a un amico e a una visione del mondo condivisa.

Il riferimento arriva in una fase segnata, come ha detto il re, da “ansia e sfide”. Ma il senso del messaggio è chiaro: Terra Madre non guarda solo al ricordo di Petrini, bensì alla continuità di un’idea che prova a tenere insieme cibo, ambiente e responsabilità civile.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere