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Politica 2 min di lettura11 ore fa

Marzabotto, l’allarme di Mattarella: la storia può tornare

Nell’82° anniversario dell’eccidio, il Presidente della Repubblica richiama il valore della memoria davanti al ritorno della guerra in Europa.

Il monito di Sergio Mattarella arriva nel giorno in cui l’Italia ricorda l’eccidio di Marzabotto, compiuto 82 anni fa dalle SS naziste con il sostegno dei fascisti. Per il Presidente della Repubblica, quella tragedia non appartiene soltanto al passato: il venir meno delle regole e degli argini contro i conflitti può riaprire ferite già viste.


La memoria come argine alla guerra

«Ciò che è accaduto può ripetersi», avverte Mattarella nel suo messaggio. Le guerre, osserva, stanno nuovamente travolgendo i limiti costruiti per contenerle e stanno provocando un arretramento sia della ragione sia del senso di umanità.

Il capo dello Stato sottolinea che la pace si fonda su democrazia, partecipazione, solidarietà e giustizia. Sono questi, a suo giudizio, i pilastri indicati dalla storia e alla base della Costituzione italiana.


La Costituzione nata dal dolore

Mattarella lega proprio a Marzabotto e agli altri luoghi segnati dalla violenza l’origine morale della Carta costituzionale. «È nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza», afferma nel ricordare il significato civile di quelle vittime.

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L’Italia repubblicana, l’Europa costruita dopo le guerre fratricide, le istituzioni fondate sulla libertà e il modello sociale del continente, aggiunge il Presidente, poggiano sul sacrificio di chi subì il prezzo più ingiusto. La memoria, quindi, non è soltanto una ricorrenza: diventa una responsabilità collettiva.


Il rischio delle nuove potenze

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Mattarella richiama la necessità di non dimenticare proprio mentre la guerra è tornata anche nel continente europeo. A rendere più fragile lo scenario contribuiscono, secondo il Presidente, nuove ambizioni di potenza e aspirazioni neoimperiali.

«Non dimenticheremo mai» e conservare il ricordo è oggi un dovere ancora più urgente, sostiene Mattarella. Il riferimento all’eccidio diventa così un richiamo alla difesa degli ordinamenti democratici e della dignità umana, valori che la violenza di Marzabotto aveva cercato di cancellare.

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