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Politica 1 min di lettura3 ore fa

Caso Regeni, il dubbio di Meloni: rompere col Cairo può essere un errore

Da Praga la presidente del Consiglio conferma il sostegno alla famiglia e difende il ricorso ai rapporti politici e diplomatici con l’Egitto.

La sentenza contro tre agenti egiziani non chiude il caso Giulio Regeni e lascia aperta una scelta delicata per l’Italia: interrompere i rapporti con il Cairo potrebbe, secondo Giorgia Meloni, rendere più difficile arrivare alla verità. I tre imputati sono stati condannati in primo grado a dieci anni per il sequestro del ricercatore, ma non per il suo omicidio.


Meloni difende i canali con il Cairo

Parlando a Praga insieme al primo ministro della Repubblica Ceca, la presidente del Consiglio ha invitato a procedere con cautela. La decisione giudiziaria, ha ricordato, non è ancora definitiva e ogni iniziativa dovrà essere adottata secondo modalità e tempi adeguati.

Meloni ha spiegato che, finora, l’Italia ha fatto ricorso a ogni strumento disponibile, compresi i contatti politici e diplomatici con l’Egitto. La premier ha quindi espresso un dubbio sulla possibilità che una rottura dei rapporti possa favorire l’accertamento dei fatti: «Chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi».

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La famiglia resta al centro

Dopo il pronunciamento del tribunale, Meloni ha voluto rinnovare la solidarietà ai familiari di Regeni e alla loro battaglia. «Voglio ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni, alla loro richiesta - che è anche la nostra - di verità e giustizia», ha dichiarato.

La presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato che lo Stato italiano partecipa al procedimento come parte civile. Per questo, ha aggiunto, le istituzioni italiane intendono continuare a cercare la verità sulla vicenda, mentre il giudizio resta ancora suscettibile di ulteriori passaggi, non essendo passato in giudicato.

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