Caso Regeni, il dubbio di Meloni: rompere col Cairo può essere un errore
Da Praga la presidente del Consiglio conferma il sostegno alla famiglia e difende il ricorso ai rapporti politici e diplomatici con l’Egitto.
La sentenza contro tre agenti egiziani non chiude il caso Giulio Regeni e lascia aperta una scelta delicata per l’Italia: interrompere i rapporti con il Cairo potrebbe, secondo Giorgia Meloni, rendere più difficile arrivare alla verità. I tre imputati sono stati condannati in primo grado a dieci anni per il sequestro del ricercatore, ma non per il suo omicidio.
Meloni difende i canali con il Cairo
Parlando a Praga insieme al primo ministro della Repubblica Ceca, la presidente del Consiglio ha invitato a procedere con cautela. La decisione giudiziaria, ha ricordato, non è ancora definitiva e ogni iniziativa dovrà essere adottata secondo modalità e tempi adeguati.
Meloni ha spiegato che, finora, l’Italia ha fatto ricorso a ogni strumento disponibile, compresi i contatti politici e diplomatici con l’Egitto. La premier ha quindi espresso un dubbio sulla possibilità che una rottura dei rapporti possa favorire l’accertamento dei fatti: «Chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi».
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La famiglia resta al centro
Dopo il pronunciamento del tribunale, Meloni ha voluto rinnovare la solidarietà ai familiari di Regeni e alla loro battaglia. «Voglio ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni, alla loro richiesta - che è anche la nostra - di verità e giustizia», ha dichiarato.
La presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato che lo Stato italiano partecipa al procedimento come parte civile. Per questo, ha aggiunto, le istituzioni italiane intendono continuare a cercare la verità sulla vicenda, mentre il giudizio resta ancora suscettibile di ulteriori passaggi, non essendo passato in giudicato.
Continua a leggere
Conte alla guida? Renzi fissa la condizione: decidono le primarie
Italia Viva non chiude al confronto nel centrosinistra, ma chiede una competizione aperta e un progetto politico fondato su programmi di lungo periodo
Di Battista, il tumore e la nuova battaglia: «Ora devo curarmi
L’ex parlamentare racconta il malore avuto a Cuba, l’operazione e le terapie in arrivo, senza escludere un futuro impegno politico.
Di Battista, il ritorno dopo l’operazione: «Cuba mi ha salvato
Dall’ospedale dell’Avana l’ex deputato annuncia nuove denunce e accusa gli Stati Uniti per le condizioni dell’isola; in serata sarà ospite di Giovanni Floris.
Di Battista, il tumore e la nuova sfida: «Ora devo curarmi
Dopo il malore a Cuba e l’intervento per ridurre l’edema cerebrale, Alessandro Di Battista dovrà affrontare le terapie e invita i medici a non arrendersi.