Conte alla guida? Renzi fissa la condizione: decidono le primarie
Italia Viva non chiude al confronto nel centrosinistra, ma chiede una competizione aperta e un progetto politico fondato su programmi di lungo periodo
Matteo Renzi non considera decisiva la presenza di Italia Viva nella foto di una coalizione. Il leader del partito preferisce discutere di obiettivi concreti e indica come priorità un’agenda per l’Italia dei prossimi dieci anni, senza escludere un confronto con le altre forze del centrosinistra.
Prima i programmi, poi le alleanze
Durante la presentazione del suo ultimo libro a Milano, Renzi ha spiegato di non avere interesse a comparire accanto a singoli esponenti politici, compreso Angelo Bonelli. Il riferimento è anche all’appello di Beppe Sala, che aveva invitato il centrosinistra a non tenere fuori Italia Viva dal possibile percorso comune.
La prossima Leopolda servirà invece a rilanciare i temi identitari del partito, a partire dal garantismo e dalla riforma della giustizia. All’appuntamento sono attesi rappresentanti del mondo giudiziario e persone che hanno avuto esperienza diretta di procedimenti giudiziari.
La rottura del Terzo Polo pesa ancora
Nel ragionamento di Renzi trova spazio anche il bilancio della fine del Terzo Polo. Secondo il leader di Italia Viva, quella frattura ha impedito la nascita di un soggetto centrista capace di incidere sugli equilibri politici e di rappresentare un’alternativa interna all’area progressista.
Il bersaglio è Carlo Calenda, anche se Renzi non lo nomina direttamente. A suo giudizio, chi trasforma ogni divergenza in una nuova divisione rinuncia alla politica e si limita a distribuire giudizi: «È il populismo degli antipopulisti questa roba qui».
La sfida su Conte resta aperta
Il passaggio più rilevante riguarda però Giuseppe Conte e il possibile ricorso alle primarie per scegliere il candidato alla guida del centrosinistra. Alla domanda sulla disponibilità a sostenere l’ex presidente del Consiglio in caso di vittoria, Renzi ha risposto: «Sì, se ci sono le primarie, chi le vince rappresenta tutti. Poi io faccio di tutto perché non le vinca quello che considero il più distante. Ma se le vince, governa lui. Punto».
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La posizione lascia intatte le differenze tra Italia Viva e Movimento 5 Stelle, ma individua una procedura per riconoscere la leadership. La competizione interna dovrebbe stabilire il nome comune e il risultato, secondo Renzi, dovrebbe essere accettato da tutti i partecipanti.
Sulla politica estera le divisioni aumentano
Il confronto tra gli schieramenti non riguarda soltanto la scelta del candidato. Renzi osserva che la politica estera, un tempo capace di creare convergenze nazionali, oggi produce contrasti sia tra destra e sinistra sia all’interno dei singoli raggruppamenti.
Sul conflitto in Ucraina, il leader di Italia Viva considera indispensabile mantenere gli aiuti a Kiev, anche mentre si cercano soluzioni diplomatiche. La sua posizione è netta: «Se noi domani mattina smettessimo di aiutare l’Ucraina militarmente ed economicamente non è che sarebbe finita la guerra, ma sarebbe finita l’Ucraina, e con lei l’Europa. E non lo possiamo accettare».
Il passato non chiude il confronto
Nel suo intervento milanese Renzi ha richiamato anche le profonde differenze maturate negli ultimi anni. Ha ricordato che Italia Viva contribuì all’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale, mentre attribuisce ai Cinque Stelle la responsabilità politica dell’arrivo di Matteo Salvini al Viminale.
Nonostante gli scontri, il leader di Italia Viva sostiene che il centrosinistra debba tornare a concentrarsi sulle decisioni politiche, lasciando sullo sfondo le polemiche personali e le contrapposizioni più teatrali. La sua apertura a un’eventuale leadership di Conte, dunque, viene legata a un percorso regolato e alla prevalenza dei programmi sulle formule di coalizione.
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