Intelligenza artificiale, l’allarme di Meritocrazia Italia: “Così sparisce il merito
Dopo il caso della sentenza di Palermo, l’associazione chiede limiti all’automazione e una certificazione obbligatoria del contributo umano nei lavori qualificati.
Il documento giudiziario pubblicato a Palermo, nel quale sono rimasti visibili riferimenti alle istruzioni impartite a un sistema di intelligenza artificiale, riaccende il confronto sull’uso degli strumenti automatici nelle professioni. Per Meritocrazia Italia non si tratta di una semplice svista, ma del segnale di un rischio più ampio: sostituire il percorso di studio, formazione ed esperienza con risposte generate da una macchina.
Walter Mauriello, presidente dell’associazione, sintetizza così la posizione espressa dopo il caso siciliano: «Non è innovazione, ma sostituzione dell’uomo». Da qui nasce la richiesta di una disciplina immediata, capace di proteggere le competenze e di rendere riconoscibile il contributo umano nei diversi ambiti lavorativi.
Il merito rischia di perdere il suo percorso
Secondo Meritocrazia Italia, il problema riguarda il modo in cui si costruisce la qualità professionale. Anni di studio, errori, pratica e aggiornamento potrebbero essere considerati superflui se un comando rivolto a un programma fosse sufficiente per produrre un elaborato, una consulenza o una valutazione.
L’associazione teme conseguenze nella scuola, nei concorsi e nel mercato del lavoro. Gli studenti potrebbero affidarsi sempre più a sintesi automatiche invece di leggere e approfondire; allo stesso tempo, gli elaborati d’esame diventerebbero difficili da valutare con certezza. Anche i mestieri specializzati e le professioni intellettuali, sostiene l’organizzazione, rischierebbero di perdere il loro percorso di crescita.
Mauriello osserva che l’ingresso nel mondo del lavoro passa proprio dalle attività iniziali: una ricerca, una bozza, un parere semplice o una lavorazione di base. Se questi incarichi venissero affidati subito ai sistemi automatici, a suo giudizio molti giovani non avrebbero più l’occasione di maturare l’esperienza necessaria per raggiungere livelli superiori di competenza.
La proposta: una quota di lavoro umano
La proposta avanzata dall’associazione prevede una legge fondata sul principio della “Riserva Umana di Competenza”. In ogni atto professionale, giudiziario, medico, tecnico o amministrativo dovrebbe essere indicata la parte realizzata direttamente dalla persona e quella ottenuta con il supporto dell’intelligenza artificiale, con responsabilità penali in caso di dichiarazioni false.
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La misura, secondo Meritocrazia Italia, consentirebbe anche a clienti e cittadini di sapere quanto lavoro umano ci sia dietro una prestazione. Un avvocato, un medico o un ingegnere dovrebbe continuare a dimostrare il proprio valore attraverso preparazione ed esperienza, senza trasferire all’algoritmo la responsabilità sostanziale dell’attività.
L’organizzazione chiede inoltre di stabilire una percentuale massima di mansioni affidabili all’intelligenza artificiale per aziende, studi, imprese commerciali e attività produttive. Il limite dovrebbe riguardare tanto i compiti manuali quanto quelli intellettuali; il superamento della soglia, soprattutto quando comportasse la sostituzione di lavoratori qualificati, dovrebbe essere punito con sanzioni severe.
Scuola e concorsi sotto osservazione
Tra le richieste figura anche il divieto dell’uso dell’intelligenza artificiale durante i concorsi pubblici, gli esami di Stato e le attività scolastiche in cui si misura la preparazione individuale. L’associazione propone che eventuali utilizzi siano tracciati e trattati come illeciti, così da preservare l’attendibilità delle prove.
Il tema, per Meritocrazia Italia, non riguarda soltanto l’efficienza delle nuove tecnologie. L’organizzazione chiede all’Italia di promuovere in Europa e alle Nazioni Unite un trattato internazionale per un’intelligenza artificiale centrata sulla persona, coinvolgendo anche Stati Uniti e Cina. L’obiettivo dichiarato è impedire che l’automazione cancelli il valore della formazione, del lavoro qualificato e della responsabilità umana.
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