Teheran mette sul tavolo 7 giorni: Hormuz e nucleare nel piano per gli Usa
Secondo il New York Times, l’Iran avrebbe inviato a Washington una proposta che lega la riapertura dello Stretto di Hormuz al rilancio dei colloqui sul dossier nucleare.
L’ipotesi di un’intesa in tempi rapidissimi arriva da Teheran, che avrebbe fatto recapitare agli Stati Uniti un piano di sette giorni per chiudere la guerra in Medio Oriente. Al centro della proposta c’è uno scambio preciso: la riapertura dello Stretto di Hormuz entro il settimo giorno, ma solo al verificarsi di condizioni ancora non rese pubbliche.
A riferirlo è il New York Times, che collega l’iniziativa iraniana anche a un possibile rilancio del confronto sul programma nucleare di Teheran. Nelle intenzioni attribuite al piano, la riapertura del passaggio marittimo strategico andrebbe di pari passo con la ripresa di trattative complessive con Washington.
Hormuz come leva negoziale
Lo Stretto di Hormuz è il punto più sensibile della proposta, perché la sua riapertura viene indicata come uno degli esiti da raggiungere entro tempi molto stretti. Non si tratta però di una concessione automatica: secondo quanto riportato, il meccanismo dipenderebbe dal rispetto di specifiche condizioni.
L’iniziativa si inserisce in un quadro di tensione che va avanti da quasi sette mesi. Proprio per questo, la scansione temporale indicata da Teheran — una settimana — rende il piano particolarmente ambizioso rispetto alla durata del conflitto.
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Il canale con Washington e il nodo nucleare
A confermare l’esistenza della proposta è stato Seyed Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, che ha detto ai giornalisti dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che il messaggio è stato inviato a Washington attraverso intermediari. Ha inoltre spiegato che l’idea si fonda su un memorandum d’intesa già raggiunto dalle due parti a giugno.
Araghchi ha anche espresso l’auspicio che un accordo arrivi prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Nel piano, oltre allo Stretto di Hormuz, c’è infatti il rilancio di colloqui globali sul programma nucleare iraniano, considerato parte centrale dell’eventuale intesa.
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