Stranieri oltre il 30%: Valditara rilancia l’italiano a scuola
Il ministro parla di 34mila classi con oltre il 30% di alunni stranieri e lega la conoscenza della lingua all’integrazione, citando anche il divario nelle competenze.
Per Valditara, il punto decisivo è rafforzare l’italiano nelle scuole: secondo il ministro, saperlo bene è la condizione per integrarsi davvero. A Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa, ha insistito su questo passaggio come fulcro della sua linea.
La lingua come leva di integrazione
Il ministro ha anche preso le distanze dalle vecchie circolari, sostenendo che si riferivano a contesti molto diversi, con numeri più ridotti di studenti stranieri per classe. Nel suo intervento, dunque, il tema non è stato presentato come un semplice richiamo amministrativo, ma come una scelta educativa più ampia.
I numeri indicati dal ministro
Valditara ha detto che sono 34mila le classi in cui la quota di alunni stranieri supera il 30%. Ha poi aggiunto che i ragazzi stranieri di prima generazione arrivano a scuola con un anno in meno di preparazione in italiano.
A sostegno della sua posizione, il ministro ha richiamato anche il dato sulla dispersione implicita, cioè il mancato raggiungimento delle competenze. Secondo quanto riferito, questa quota è al 5,7% tra gli italiani e sale al 10% tra gli stranieri.
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Il messaggio politico dietro i dati
Nel complesso, il discorso di Valditara ha messo insieme numeri e obiettivo politico: puntare sulla lingua come strumento centrale di inclusione. L’idea esposta dal ministro è che la scuola debba lavorare prima di tutto su questo fronte.
Il riferimento alle “vecchie circolari” è servito a segnare una distanza netta rispetto al passato. Per il titolare dell’Istruzione, infatti, il quadro attuale richiede un approccio diverso perché le classi con una presenza più alta di studenti stranieri sono molto più numerose di un tempo.
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