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Politica 4 min di lettura6 giorni fa

Scuola, stretta su stranieri e volto coperto: cosa cambia dal 2027

Il Consiglio dei ministri vara un pacchetto che tocca classi, divieti di copertura del viso, corsi per le famiglie e nuovi fondi per libri, bullismo e sostegno agli alunni con disabilità.

Il nuovo decreto sulla scuola mette al centro due nodi molto diversi: la distribuzione degli studenti stranieri nelle classi e il divieto di presentarsi con il volto coperto durante le attività scolastiche. Le misure, approvate dal Consiglio dei ministri, non scatteranno subito: la gran parte entrerà in applicazione dall’anno scolastico 2027-28.

Nel provvedimento finiscono anche corsi di italiano per alcuni genitori, nuove risorse per libri e contrasto al cyberbullismo, oltre a interventi sul sostegno agli alunni con disabilità. Sullo sfondo c’è già lo scontro politico, con la premier Giorgia Meloni che parla di strumenti di integrazione e Elly Schlein che invece contesta la scelta.


Il limite del 30 per cento e chi

Il decreto introduce un tetto del 30% di studenti stranieri con competenze linguistiche insufficienti in ciascuna classe. Il vincolo riguarda le prime classi della primaria, della secondaria di primo grado e delle superiori, ma non tocca gli alunni nati in Italia né quelli che, pur essendo arrivati dall’estero, hanno già frequentato con esito positivo almeno due anni di scuola dell’infanzia o tre anni di scuola dell’obbligo.

Se il limite dovesse essere superato, gli uffici scolastici territoriali dovranno intervenire con misure organizzative per distribuire gli studenti in modo più equilibrato tra le scuole vicine. Il testo punta sulla prossimità, senza però fissare una distanza massima. Quando questa soluzione non sarà praticabile, partiranno corsi di potenziamento dell’italiano finanziati con 3,4 milioni di euro nel 2027 e con 14,1 milioni l’anno dal 2028.

Sono previste anche eccezioni, per casi legati a particolari esigenze familiari, all’assistenza di persone con disabilità grave o ad altre situazioni eccezionali e documentate che rendano impossibili alternative diverse.

I numeri del ministero indicano che le classi con oltre il 30% di studenti stranieri, considerando prima e seconda generazione, sono 34mila. Quelle con più del 20% di neoarrivati, tra elementari e medie, risultano invece meno di mille, ma il fenomeno è concentrato soprattutto in alcune aree del Nord.


Viso coperto vietato, multe ai genitori

Un altro capitolo riguarda la presenza in aula con il volto nascosto. La norma, salvo motivi sanitari o esigenze legate alle attività didattiche e formative, vieta di partecipare alle attività curriculari ed extracurricolari senza riconoscibilità del viso. Nel testo non compare il riferimento esplicito al velo integrale, ma il ministro Giuseppe Valditara ha chiarito che il divieto riguarda niqab e burqa, oltre a casco o mascherina se non necessari per ragioni di salute.

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Per chi viola la disposizione è prevista una sanzione da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori. Valditara ha richiamato anche le conseguenze già previste dal “decreto Caivano” per chi non manda i figli a scuola, ricordando che in quei casi si può arrivare fino a due anni di reclusione e alla revoca della potestà genitoriale da parte della magistratura.


Corsi di italiano e nuove risorse

Il decreto interviene anche sulle famiglie straniere quando le barriere linguistiche ostacolano l’inserimento scolastico o incidono sul comportamento del minore e sugli impegni firmati nel Patto di corresponsabilità educativa. In queste situazioni, i genitori dovranno seguire corsi gratuiti di italiano fino al livello A2, lo stesso richiesto per il permesso di soggiorno. Se non si adegueranno, scatterà ancora una multa da 200 a 1.000 euro.

Valditara ha escluso che nel testo approvato resti una precedente ipotesi di allontanamento del minore da casa. Secondo quanto riferito, quel passaggio sarebbe stato tolto già rispetto alle bozze anche dopo le osservazioni del Quirinale.

Il pacchetto contiene poi altre misure: dal 2027 arriva il latino facoltativo per l’educazione linguistica, dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado, con 33 ore l’anno. Crescono i fondi per la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo e viene istituito un fondo da 20 milioni annui per contributi diretti alle famiglie con ISEE non superiore a 40.000 euro.

Aumentano anche le risorse contro il cyberbullismo e quelle destinate all’educazione al rispetto e al contrasto della violenza di genere, che saranno assegnate direttamente alle scuole con un incremento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Infine, sul sostegno agli alunni con disabilità, il piano educativo individualizzato dovrà indicare le ore necessarie e consentire una definizione anticipata dell’organico dei docenti di sostegno. L’aggiornamento del piano nei passaggi tra ordini di scuola servirà a mantenere continuità nelle risorse.

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