Scuola, stretta su lingua e frequenza: le misure cambiano ancora
Nel decreto scuola sono saltate alcune ipotesi più dure, mentre il diritto allo studio è entrato nel testo che oggi arriva all’esame finale.
Il pacchetto scuola cambia di nuovo prima del passaggio decisivo. Tra le ipotesi iniziali è sparito il divieto di burqa, mentre nel testo è stato inserito il diritto allo studio; oggi il provvedimento viene sottoposto al vaglio conclusivo.
Le misure più dure escono di scena
Nel corso della riscrittura del decreto sono cadute le soluzioni più controverse, a partire dal divieto di burqa. La linea finale, almeno per ora, punta quindi a un impianto meno rigido rispetto alle prime bozze circolate.
Resta però il nodo delle regole legate all’integrazione scolastica e all’uso dell’italiano. Il titolo originario evocava una stretta molto severa, ma il testo è stato ritoccato più volte prima dell’esame definitivo.
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Il diritto allo studio entra nel testo
Accanto alle correzioni più discusse, è comparsa una nuova tutela: il diritto allo studio. È uno degli elementi che hanno trovato spazio nella versione aggiornata del provvedimento, destinato a essere verificato oggi nella sua forma finale.
Il passaggio odierno è quindi quello che può chiudere la partita sul decreto scuola. Dopo i cambiamenti introdotti in corsa e i consigli arrivati dal Colle, il quadro attende il controllo conclusivo prima della definizione del testo.
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