Sassoli, l’avvertimento di Prodi all’Europa: decidere o indebolirsi
Alla cerimonia di Bruxelles per l’intitolazione di un edificio a David Sassoli, l’ex premier chiede riforme e scelte rapide contro divisioni e veti.
Il nome di David Sassoli entra nella memoria istituzionale del Parlamento europeo, ma la cerimonia di Bruxelles si trasforma anche in un appello politico sul futuro dell’Unione. Romano Prodi invita a superare esitazioni e contrasti interni, mentre dal ricordo dell’ex presidente dell’Eurocamera emerge la necessità di mantenere più stretto il legame tra cittadini e istituzioni.
L’Europa non può restare divisa
Per Prodi, la debolezza principale dell’Unione risiede nelle fratture tra gli Stati e nella lentezza con cui vengono affrontate le questioni decisive. L’ex presidente della Commissione europea ha indicato nella capacità di intervenire sulle nuove tecnologie e nella revisione dei processi decisionali due priorità non più rinviabili.
Nel suo intervento ha messo in discussione anche il ricorso al veto sui temi più sensibili. A suo giudizio, l’incertezza alimenta i movimenti ostili a un’Europa più integrata e lascia l’Unione maggiormente esposta alle pressioni internazionali, provenienti sia da Est sia da Ovest. Prodi ha inoltre richiamato il peso crescente dei grandi gruppi della rete sui diritti democratici e sull’economia.
Il ricordo di Sassoli resta politico
La cerimonia si è tenuta a Bruxelles, davanti all’Esplanade Solidarno, alla presenza della moglie di Sassoli, Alessandra Vittorini, e dei figli Livia e Giulio. Hanno partecipato anche Ursula von der Leyen, Roberta Metsola, Antonio Tajani, Raffaele Fitto, Enrico Letta e rappresentanti dei principali gruppi del Parlamento europeo.
Elly Schlein ha ricordato il rapporto personale con Sassoli e la sua idea di una politica europea più vicina alle persone. La segretaria del Pd ha detto che l’ex presidente dell’Eurocamera «mi ha cambiato la vita», sottolineando il suo impegno per ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini e per rendere il Parlamento un luogo più accessibile, anche durante la pandemia.
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Un edificio porta il suo nome
Da oggi una delle sedi del Parlamento europeo è intitolata a David Sassoli, morto dopo aver guidato l’assemblea. Il suo nome si aggiunge a quelli di Simone Veil, Altiero Spinelli e Willy Brandt, legati ad altri edifici dell’istituzione.
Nel messaggio letto da Vincenzo Celeste, rappresentante permanente italiano presso l’Unione europea, Sergio Mattarella ha descritto Sassoli come una figura delle istituzioni e del dialogo. Il Presidente della Repubblica ha ricordato la sua visione dell’Europa come comunità fondata sulla partecipazione e sulla responsabilità comune, definendo ancora attuale la richiesta di una maggiore integrazione mentre i conflitti vicini al continente mettono a rischio pace, libertà e prosperità.
La democrazia al centro della memoria
Il richiamo di Mattarella ha riguardato anche il ruolo quotidiano dell’assemblea europea: mantenere aperto il rapporto tra i rappresentanti eletti e la popolazione. Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha quindi collegato l’intitolazione dell’edificio alla responsabilità concreta del Parlamento e ha rivolto un saluto della Repubblica Italiana alla famiglia Sassoli e a tutti i presenti.
Durante la commemorazione, Ursula von der Leyen ha ricordato Sassoli come un custode dei valori fondativi dell’Unione e ha citato la collaborazione maturata durante la crisi sanitaria. In quella fase, l’Eurocamera completò in 57 giorni il percorso del piano Next Generation. Metsola ha invece evidenziato come Sassoli avesse dimostrato, nei momenti più difficili, che le istituzioni democratiche potevano continuare a funzionare anche in condizioni eccezionali.
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