Regeni, Meloni frena sulla rottura con l’Egitto: «Complica tutto
La presidente del Consiglio difende il canale diplomatico e ricorda che la riapertura dei rapporti con il Cairo risale al governo Gentiloni.
Sul caso di Giulio Regeni, Giorgia Meloni esclude che interrompere i rapporti diplomatici con l’Egitto possa favorire una soluzione. A suo giudizio, una scelta di questo tipo rischierebbe invece di rendere ancora più complesso il percorso per arrivare alla verità e dare seguito agli sviluppi giudiziari.
Meloni: la rottura sarebbe controproducente
Parlando a margine dell’inaugurazione del 66° Salone nautico internazionale di Genova, la presidente del Consiglio ha preso le distanze dall’ipotesi di chiudere il dialogo con il Cairo. «Non sono tra coloro che ritengono che per risolvere il problema chiudere i rapporti diplomatici con l’Egitto aiuti, piuttosto crea maggiori difficoltà», ha affermato.
Meloni ha comunque sottolineato che all’eventuale sentenza definitiva dovrà essere data attuazione. La premier ha quindi collegato la gestione del caso alla necessità di mantenere aperti i rapporti istituzionali, senza considerare la sospensione delle relazioni una strada utile.
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Il processo non è ancora concluso
Nel suo intervento, Meloni ha ricordato che la decisione giudiziaria sul caso Regeni non ha ancora carattere definitivo. «Ci sono tre gradi di giudizio», ha precisato, indicando così l’esistenza di ulteriori passaggi prima della conclusione dell’iter processuale.
La presidente del Consiglio ha anche respinto l’idea che sia stato l’attuale esecutivo a ripristinare i rapporti diplomatici con l’Egitto. Secondo la sua ricostruzione, la riapertura risale al governo guidato da Paolo Gentiloni: «Non è stato questo governo a riaprire i rapporti diplomatici con l’Egitto, è stato il governo Gentiloni».
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