8.000Lettori online ora
Politica 2 min di lettura1 ora fa

Flick: la legge elettorale rischia di blindare il governo

Nel nuovo libro Giovanni Maria Flick e Damiano Francesco Pujia contestano l’idea che il maggioritario garantisca stabilità e richiamano i limiti fissati dalla Corte costituzionale.

Le riforme varate negli anni Settanta vengono indicate come prova del fatto che un Parlamento eletto con criterio proporzionale può approvare interventi di grande rilievo. Divorzio, Statuto dei lavoratori, ordinamento penitenziario e procedimento amministrativo rientrano tra gli esempi citati da Giovanni Maria Flick e Damiano Francesco Pujia.


Il proporzionale non blocca il Parlamento

Secondo gli autori, la rappresentanza delle diverse componenti sociali spinge i partiti a trovare accordi sui singoli provvedimenti, invece di limitarsi a seguire la convenienza della maggioranza del momento. Il confronto tra posizioni differenti, sostengono, può quindi favorire intese più ampie e non impedire l’attività legislativa.

Nel libro, questa dinamica viene contrapposta alla convinzione secondo cui il sistema proporzionale porterebbe necessariamente all’immobilismo. Flick e Pujia ricordano che, in determinate fasi della storia repubblicana, proprio la ricerca di un “compromesso alto” ha consentito di costruire convergenze oltre i confini dell’esecutivo.


La Costituzione pone un limite

La Carta costituzionale, osservano i due autori, non impone uno specifico modello per tradurre in rappresentanza la sovranità popolare espressa alle urne. In Assemblea costituente emerse una preferenza per il proporzionale, ma la scelta finale fu quella di non fissare il criterio elettorale direttamente nel testo costituzionale.

Da qui nasce, secondo l’analisi contenuta nel volume “La Repubblica di tutti - La Costituzione come bussola di fronte alle nuove forme di potere politico economico e tecnologico”, la necessità di valutare ogni riforma alla luce dell’equilibrio tra governabilità e rappresentanza. Il richiamo alla Costituzione, spiegano, dovrebbe funzionare come orientamento stabile e non come una materia da riscrivere di continuo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il nodo della riforma in discussione

Flick e Pujia rilevano che la spinta verso formule maggioritarie riappare periodicamente, senza dipendere dal colore della coalizione al governo. A loro giudizio, il tema della stabilità viene oggi evocato da un esecutivo che, per durata, è già tra i più longevi della storia repubblicana.

Nel saggio la critica è netta: la riforma potrebbe servire non tanto a rendere più solida l’azione dell’esecutivo, quanto a consolidare il vantaggio politico di chi governa e a complicare l’alternanza. “Ogni meccanismo che comporti una distorsione della rappresentatività” viene considerato incompatibile con la Costituzione, in linea con i rilievi già formulati dalla Corte costituzionale.

Intanto il provvedimento collegato alla legge elettorale ha superato un passaggio alla Camera: l’Aula ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Per il voto conclusivo a Montecitorio sono state indicate come possibili le date del 7 e dell’8 ottobre.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere