Raffinerie, il governo accelera: Urso e Pichetto chiamano i big del settore
Giovedì 8 ottobre un vertice a Palazzo Piacentini riunirà ministero e aziende per capire se la produzione nazionale può salire e attenuare i rischi sugli approvvigionamenti.
L’esecutivo prova a stringere i tempi sul fronte della raffinazione, con un appuntamento fissato per giovedì 8 ottobre che mette attorno allo stesso tavolo governo e operatori del comparto. L’idea è capire se gli impianti italiani possano spingere di più sulla produzione, in una fase resa delicata dallo scenario internazionale.
Adolfo Urso e Gilberto Pichetto hanno infatti convocato le imprese attive nella raffinazione e nella fabbricazione di beni e prodotti derivati. La riunione si svolgerà nella sede del Mimit, a Palazzo Piacentini, e punta a verificare quale margine esista per rafforzare l’offerta dei principali prodotti energetici.
Il nodo è l’approvvigionamento
Secondo quanto spiegato in una nota, il confronto servirà soprattutto a valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare i volumi. L’obiettivo è ridurre gli effetti dell’attuale contesto internazionale sulla sicurezza degli approvvigionamenti del Paese.
La convocazione arriva dunque con un chiaro intento operativo: non solo ascoltare il settore, ma capire se ci siano spazi concreti per una risposta industriale più ampia. Sul tavolo ci sarà il tema della capacità produttiva, considerata centrale in questa fase.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Chi parteciperà al tavolo
All’incontro sono stati invitati, oltre a Unem, anche i rappresentanti di Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.
La platea scelta dal ministero conferma che il confronto non riguarderà un solo operatore, ma una fetta rilevante della filiera. Il vertice di Palazzo Piacentini, quindi, servirà a raccogliere le disponibilità del settore e a inquadrare le possibili mosse per sostenere la produzione nazionale.
Continua a leggere
Caro energia, Meloni mette l’Ue davanti ai conti: cosa chiede
La premier sollecita Bruxelles a considerare l’inflazione più alta del previsto e punta a usare 14 miliardi per ridurre in modo stabile il costo dell’energia
Inflazione e conti pubblici, Meloni scrive a Bruxelles: cosa chiede
La presidente del Consiglio sollecita maggiore flessibilità per affrontare gli effetti dell’inflazione e della crisi energetica, mentre la Commissione Ue richiama le regole già esistenti.
Strade Sicure, il contingente cresce: 10mila militari e nuovi presidi
L’intesa sul rafforzamento di Strade Sicure arriva dopo le divergenze emerse nella maggioranza.
Alla Camera è scontro sulla legge elettorale: FdV respinge le pregiudiziali
Edoardo Ziello annuncia opposizione al testo, ma definisce infondate le motivazioni contenute nelle richieste di incostituzionalità.