Primarie? Schlein rilancia: la candidatura a premier resta in campo
L’assemblea nazionale prolunga il mandato della segretaria, mentre la minoranza non partecipa al voto e contesta il metodo scelto
Il confronto interno al Partito Democratico si chiude con una decisione destinata a far discutere: Elly Schlein conferma di voler puntare alla guida del governo, senza considerare indispensabile il passaggio delle primarie. La minoranza, contraria alla scelta, ha deciso di non prendere parte al voto dell’assemblea nazionale.
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La sfida interna resta senza gazebo
Con il voto dell’assemblea, la segretaria ottiene anche il prolungamento del proprio mandato. La decisione rafforza la sua posizione ai vertici del partito e, allo stesso tempo, restringe lo spazio per una competizione interna aperta agli altri esponenti dem.
Schlein ha infatti chiarito il suo obiettivo con una formula netta: «Io premier con o senza primarie». La candidatura, dunque, viene presentata come una scelta già definita, non subordinata all’organizzazione di una consultazione ai gazebo.
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La minoranza contesta il metodo
Il passaggio assembleare non ha però ricomposto le divisioni nel partito. La componente di minoranza ha scelto l’astensione, manifestando così il proprio dissenso rispetto alla procedura adottata e alla prospettiva politica indicata dalla segretaria.
La critica è stata sintetizzata nell’accusa di «Una forzatura». Il dissenso riguarda quindi sia la proroga del mandato sia la chiusura della gara interna per la candidatura alla premiership, che Schlein considera invece già compatibile con il proprio percorso politico.
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