Schlein sfida il campo largo: pronta a Palazzo Chigi anche senza primarie
La segretaria del Pd annuncia la propria disponibilità a guidare il centrosinistra e chiede agli alleati di costruire insieme programma e candidatura
Elly Schlein mette sul tavolo la propria candidatura alla Presidenza del Consiglio e apre una nuova fase nei rapporti con le forze del centrosinistra. Davanti all’Assemblea nazionale del Partito democratico, riunita alla Nuvola, la segretaria ha chiarito di essere disponibile a correre per Palazzo Chigi anche nel caso in cui non si svolgessero le primarie.
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La candidatura cambia lo scenario
L’annuncio è arrivato in chiusura di un intervento durato oltre un’ora e mezza, accolto da una lunga ovazione. Schlein ha detto di sentirsi pronta a guidare il Pd e l’intera area progressista, definendosi determinata e orgogliosa di poter rappresentare il partito nella corsa alla Presidenza del Consiglio.
La segretaria ha però ribadito che la scelta della leadership dovrà arrivare dopo la definizione di una piattaforma comune. «Prima il programma comune e poi ci occupiamo della guida», ha affermato, spiegando che il candidato dovrà rappresentare tutta la coalizione e non soltanto il proprio partito. Quanto alle primarie, ha aggiunto che il Pd non le teme e che, se organizzate, dovranno trasformarsi in una grande occasione di partecipazione popolare.
Un’alleanza da allargare
Nel suo intervento Schlein ha rivendicato due risultati: la ricomposizione interna del Partito democratico e la nascita di una collaborazione progressista già attiva in diverse regioni e città. Secondo la segretaria, il centrosinistra ha conquistato competitività grazie a un lavoro paziente nei territori e a un percorso iniziato tre anni fa, quando molti lo consideravano destinato a dividersi.
Il Pd, ha spiegato, è pronto ad avviare subito il confronto sul programma, ma soltanto coinvolgendo tutti gli alleati e il mondo esterno ai partiti. L’obiettivo è discutere le proposte con cittadini, organizzazioni sindacali, categorie produttive, terzo settore, associazioni, sindaci e amministratori locali. Schlein ha inoltre annunciato che il 27 e il 28 novembre si terrà una nuova assemblea nazionale dedicata ai sindaci e agli amministratori democratici.
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L’attacco al governo Meloni
Una parte centrale della relazione è stata dedicata alle condizioni economiche e sociali del Paese. Schlein ha accusato il governo di non ascoltare chi protesta contro il caro vita, i salari insufficienti e le disuguaglianze, sostenendo che le mobilitazioni vengano oscurate dalla comunicazione ufficiale. «Gli italiani sono sempre più poveri e arrabbiati, ma Meloni li ignora», ha sintetizzato la leader dem.
La segretaria ha anche preso le distanze dagli episodi di violenza verificatisi durante alcune proteste. Pur condannando chi commette aggressioni e disordini, ha giudicato inaccettabile utilizzare quei fatti per delegittimare le manifestazioni pacifiche. Nel mirino è finita inoltre la linea economica dell’esecutivo, compresa la gestione del prezzo del gas e il modo in cui il governo ha presentato i rapporti con la Commissione europea.
La sfida all’interno del Pd
Schlein ha ricordato le previsioni di chi immaginava una scissione o una sua permanenza breve alla guida del partito. Ha sostenuto che il Pd è oggi più compatto e che la sua segreteria è arrivata a completare il mandato, risultato che, secondo lei, non era mai stato raggiunto prima da una segretaria democratica.
Nel finale ha invitato i militanti a non lasciarsi intimidire dagli attacchi in vista delle elezioni. La leader dem ha presentato il proprio percorso come una sfida agli ambienti che preferirebbero mantenere i privilegi esistenti e ha detto di voler rappresentare anche chi si è sentito ripetere di non essere all’altezza o di non poter arrivare ai vertici della politica.
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