Progressisti, la sfida è aperta: Schlein rilancia e Avs detta le condizioni
Dalla candidatura alla guida del governo alla pace in Ucraina, il centrosinistra prova a costruire una piattaforma comune mentre Avs chiede una mobilitazione nazionale.
La posizione sull’Ucraina resta uno dei nodi ancora irrisolti dentro il campo progressista. Angelo Bonelli ha chiarito che Alleanza verdi e sinistra non ha ancora trovato una linea condivisa con gli altri alleati, ma intende spingere per un cambio di approccio che metta al centro il negoziato e la ricerca della pace.
Il leader di Avs ha ricordato che nel conflitto si contano quasi un milione di vittime tra morti e feriti. Ha inoltre ribadito l’opposizione all’impegno assunto da Giorgia Meloni per portare al 5% del Pil le spese legate alla difesa: secondo Bonelli, quelle risorse dovrebbero essere indirizzate alle necessità dell’Italia e dei suoi cittadini.
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Avs condanna le violenze di piazza
Bonelli ha preso le distanze dagli episodi violenti avvenuti durante la manifestazione del giorno precedente. «Gli autori di quelle violenze sono nostri nemici, nostri avversari», ha affermato, sostenendo che quei comportamenti oscurano le rivendicazioni pacifiche legate alla scuola, al carovita e alle difficoltà sociali.
Il deputato ha attribuito al ministro dell’Interno il compito di individuare i responsabili, senza però esprimere una valutazione sulle eventuali responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico. Ha raccontato di aver visto alcuni partecipanti cercare di fermare gli incendi e contrastare i facinorosi, sottolineando che la maggioranza dei manifestanti non aveva agito con violenza.
A suo giudizio, gli scontri sono stati sfruttati dalla destra per attaccare Avs e spostare l’attenzione dai problemi economici e sociali del Paese. La violenza, ha aggiunto, è incompatibile con il modo di agire della sua organizzazione.
Un’alleanza ancora da completare
Giuseppe Conte ha sostenuto che il progetto progressista dovrà andare oltre l’obiettivo, pur prioritario, di sconfiggere la destra. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha spiegato che l’intenzione è condividere un programma solido, capace di sostenere un’intera legislatura e di trasformare il Paese nei cinque anni di governo.
Anche Elly Schlein ha insistito sulla necessità di ampliare il perimetro dell’alleanza. Rivolgendosi all’assemblea nazionale del Pd, ha detto: «Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie».
La segretaria democratica ha riferito che il confronto sul programma è già iniziato e che il Pd ha preparato una risoluzione composta da 21 punti di carattere economico e sociale. Il lavoro, ha spiegato, deve coinvolgere tutte le forze progressiste presenti anche nelle amministrazioni regionali, con l’obiettivo di allargare l’intesa invece di restringerla.
Schlein ha escluso l’ipotesi di nuove larghe intese e ha indicato come obiettivo una vittoria fondata sull’alleanza progressista. Ha inoltre rivendicato l’autonomia del Partito Democratico e la sua fedeltà alla base elettorale, respingendo l’idea che la coalizione debba scegliere un leader più incline a compromessi con il centrodestra.
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Il Pd rivendica la sua tenuta
Nel suo intervento, Schlein ha ricordato le previsioni di chi immaginava una rapida dissoluzione del Pd o una sua spaccatura. Ha sostenuto che il partito, dopo aver superato la fase più difficile, oggi appare più compatto e ha osservato di essere la prima segretaria democratica ad arrivare alla conclusione del proprio mandato.
La leader dem ha poi presentato la propria storia personale come parte della sfida politica: donna, quarantenne, indipendente e non allineata a modelli prestabiliti. Da qui il riferimento a tutte le persone alle quali è stato detto di non essere adatte o di non poter raggiungere determinati traguardi.
Parlando all’assemblea nazionale di Terra Comune, Schlein ha descritto il metodo di lavoro necessario per tenere insieme le diverse componenti. Le differenze, secondo la segretaria, devono essere affrontate attraverso ascolto e confronto, fino a raggiungere una sintesi condivisa, senza trasformarle in una causa di divisione.
Carovita e mobilitazione nazionale
Tra le proposte indicate dalla segretaria del Pd c’è anche un sostegno alimentare mensile destinato alle famiglie con redditi più bassi. Lo strumento dovrebbe tenere conto dell’inflazione e favorire un’alimentazione più sana, superando la logica dei bonus senza introdurre imposizioni paternalistiche.
Schlein ha collegato questa idea al lavoro delle associazioni impegnate contro lo spreco e la povertà alimentare. L’obiettivo sarebbe trasformare le esperienze già presenti sul territorio in una politica nazionale, costruita dal basso e non calata dall’alto.
Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno invece rilanciato la necessità di una grande iniziativa comune delle opposizioni. In una nota, hanno chiesto di organizzare una manifestazione unitaria contro il costo della vita e a sostegno dell’aumento dei salari, invitando le altre forze a concordare insieme data e piattaforma.
La richiesta è arrivata dopo la partecipazione di migliaia di persone alla mobilitazione promossa da La Via Maestra e dalla Cgil nelle strade di Roma. Per i due esponenti di Avs, quella presenza deve tradursi in un progetto politico capace di collegare le proteste sociali alla costruzione dell’alternativa di governo.
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