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Politica 3 min di lettura23 set

Presidenziali francesi, Blanchard vede il duello che spiazza i centristi

Per il dirigente di La France Insoumise in Nouvelle Aquitaine, la corsa all’Eliseo si sposterà nelle campagne, tra caro carburanti, potere d’acquisto ed emergenza climatica.

La vera partita, per La France Insoumise, non si giocherà al centro dello schieramento politico francese ma ai suoi margini, con l’estrema destra come avversario principale. Enzo Blanchard, responsabile allo sviluppo del partito in Nouvelle Aquitaine, legge così la prossima corsa presidenziale e indica nelle aree rurali il terreno decisivo, soprattutto dove il consenso di Marine Le Pen è più radicato.

A pesare, nella sua lettura, sono soprattutto i costi della vita quotidiana: dal carburante agli stipendi, fino alla tenuta sociale di chi vive lontano dalle grandi città. In parallelo, Lfi prepara il programma che sarà reso pubblico il 6 novembre e che, stando alle anticipazioni, metterà ecologia e potere d’acquisto al centro della proposta.


Il voto si decide nelle campagne

Blanchard ha sostenuto che la sfida presidenziale finirà per opporre in modo diretto l’estrema destra e La France Insoumise. A suo giudizio, i partiti di governo e la sinistra socialista non avrebbero più una risposta convincente da offrire agli elettori.

Il responsabile della formazione di sinistra, originario del sud-ovest colpito dagli incendi dell’estate, ha insistito sul peso delle zone rurali nel confronto con il Rassemblement National. È lì, secondo lui, che si concentrano i consensi più solidi per Marine Le Pen e dove il messaggio di Lfi dovrà cercare spazio.

Blanchard ha fatto riferimento anche ai rincari alla pompa, arrivati in Francia a 2,20 euro al litro per la benzina e a 2,40 per il gasolio. “L’aumento dei prezzi alla pompa interessa in primis le campagne. Noi vogliamo plafonarli”, ha spiegato, rilanciando l’obiettivo indicato poco prima da Jean-Luc Mélenchon: tornare a 1,70 euro al litro “con ogni mezzo possibile”.


Stipendi, povertà ed ecologia al centro

Il nodo principale, per il movimento, resta comunque il potere d’acquisto. Blanchard ha detto che la priorità è far crescere i salari per garantire una vita dignitosa, ricordando che in Francia quasi 10 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà.

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Accanto all’economia, Lfi colloca l’ecologia. Il tema aprirà il programma del partito, che verrà diffuso ufficialmente il 6 novembre, e secondo il dirigente non può più essere rinviato: gli incendi dell’estate, le alluvioni e la siccità mostrano che il cambiamento climatico è già in corso e colpisce soprattutto classi popolari e ceti medi.


Mélenchon attacca Washington e guarda al 2027

Nella mattinata di mercoledì, Mélenchon ha difeso queste priorità sullo sfondo di una situazione internazionale definita “d’emergenza”. Dopo il discorso di Donald Trump all’Assemblea generale dell’Onu, il leader di Lfi ha descritto gli Stati Uniti come “una potenza pericolosa” e ha invece preso le difese della posizione di Emmanuel Macron, dopo la vicenda legata a Saint-Pierre e Miquelon.

Il riferimento è alla carta diffusa da Trump su Truth, in cui comparivano sotto bandiera Usa tutto il Nord e Centro America, compresi territori francesi. Mélenchon ha definito quella mossa “imperialista”.

Sempre mercoledì si è aperta la conferenza stampa di Lfi, mentre in serata è previsto il primo dibattito tra i candidati socialisti alle presidenziali. La sfida interna al Partito socialista servirà a scegliere un unico nome per la corsa all’Eliseo, in un percorso dal quale La France Insoumise resta esclusa.

Blanchard ha poi richiamato l’esperienza delle legislative del 2024, quando Lfi aveva cercato un’intesa più ampia con le altre forze di sinistra. Per il 2027, però, la prospettiva sarebbe diversa: “Nessuna mano verrà tesa nel 2027. Non ci preoccupiamo troppo delle vecchie organizzazioni politiche che sono autoreferenziali e che pensano solo a loro stesse”.

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