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Politica 1 min di lettura4 ore fa

Plastica monouso, cosa resta consentito con la nuova legge

La Camera ha approvato definitivamente il decreto sugli imballaggi: alcune confezioni potranno ancora essere vendute se biodegradabili e compostabili.

La nuova disciplina non elimina ogni forma di plastica usa e getta, ma introduce una distinzione legata alla certificazione dei materiali. Dopo il voto finale della Camera, il provvedimento è diventato legge e stabilisce quali imballaggi potranno continuare a essere commercializzati.


Il voto chiude l’iter parlamentare

L’Aula di Montecitorio ha approvato il testo con 178 voti favorevoli, 57 contrari e 79 astensioni. Essendo arrivato alla Camera per la seconda volta, il decreto non dovrà affrontare ulteriori passaggi parlamentari.

Il provvedimento interviene soprattutto sugli imballaggi destinati a prodotti alimentari e ortofrutticoli. La novità riguarda la possibilità di immettere sul mercato alcune confezioni di plastica monouso, ma soltanto quando rispettano i requisiti previsti dalla legge.


Le confezioni che possono restare

Tra i prodotti interessati rientrano gli involucri utilizzati per alimenti ortofrutticoli freschi già confezionati, quando il peso complessivo è inferiore a 1,5 kg. La stessa apertura riguarda anche determinati contenitori per cibi e bevande riempiti e destinati al consumo all’interno di alberghi, ristoranti e attività di catering.

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In tutti questi casi, l’autorizzazione è subordinata alla certificazione del materiale come biodegradabile e compostabile. Il riconoscimento di tali caratteristiche rappresenta quindi la condizione necessaria per la vendita delle confezioni comprese nel campo di applicazione della norma.


Piatti esclusi e sanzioni dal 2030

La legge mantiene però un divieto specifico per i piatti di plastica monouso. La restrizione vale anche quando questi prodotti sono realizzati con materiali compostabili, in conformità con quanto stabilito dalle direttive dell’Unione europea.

Il testo prevede inoltre un sistema di sanzioni, la cui applicazione scatterà dal 1° gennaio 2030. La decorrenza lascia quindi un intervallo temporale prima dell’entrata in vigore delle penalità previste per le violazioni.

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