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Politica 1 min di lettura20 ott

Piazze in fiamme, l’allarme di Crosetto: si indaga sulla guerra ibrida

Le prime verifiche dei servizi segreti esaminano il ruolo di bot e algoritmi nella diffusione degli appelli ai cortei e nel coinvolgimento dei profili più esposti alla protesta.

Dietro la convocazione delle manifestazioni che hanno infiammato Milano, Torino e Bologna potrebbe esserci un’azione più strutturata di una semplice mobilitazione spontanea. È questa la direzione indicata dalle prime analisi condotte dagli apparati di sicurezza e dagli esperti di flussi digitali, mentre Guido Crosetto ha parlato di una possibile «guerra ibrida».

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L’ipotesi di una regia digitale

Gli accertamenti stanno prendendo in esame il modo in cui gli appelli alla protesta sono circolati sulle piattaforme digitali. L’attenzione è rivolta alla combinazione tra bot, sistemi automatizzati e algoritmi, strumenti che possono amplificare determinati messaggi e portarli rapidamente davanti agli utenti più sensibili ai contenuti di rivolta.

Per ora si tratta delle prime conclusioni investigative, ma gli elementi raccolti vengono considerati più consistenti di una semplice pista da verificare. L’obiettivo è capire se qualcuno abbia contribuito ad alimentare il malcontento, la frustrazione e la rabbia poi sfociati nelle manifestazioni.

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Crosetto evoca la guerra ibrida

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha collegato il quadro emerso dagli approfondimenti all’ipotesi di una «guerra ibrida». La formula richiama un’azione capace di agire anche attraverso strumenti informativi e digitali, senza limitarsi a modalità di conflitto tradizionali.

Le analisi si concentrano quindi non soltanto sui contenuti degli appelli, ma anche sui loro percorsi di diffusione. In particolare, gli specialisti stanno studiando quali meccanismi abbiano permesso ai messaggi di raggiungere i profili ritenuti più ricettivi alla protesta, nel contesto delle tensioni registrate nelle tre città.

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