Albanese accusa: «Le vetrine oscurano il dolore delle piazze»
La relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati contesta il racconto delle proteste e denuncia una repressione sempre più forte.
Francesca Albanese interviene sul modo in cui vengono raccontate le manifestazioni segnate dalla sofferenza. Secondo la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, l’attenzione sui danni alle vetrine finisce per mettere in ombra le ragioni profonde della protesta.
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La denuncia sul racconto delle proteste
In un messaggio pubblicato sui social, Albanese sostiene che venga adottato lo stesso meccanismo comunicativo già utilizzato, a suo giudizio, per nascondere i crimini commessi in Palestina: negare le responsabilità e spostare il centro del dibattito.
«Dinanzi a proteste cariche di dolore, si parla di vetrine rotte, e si reprime ancora di più», scrive la funzionaria delle Nazioni Unite. Il riferimento è alla scelta di concentrare il discorso pubblico sugli episodi di danneggiamento, invece che sulle motivazioni alla base delle mobilitazioni.
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L’attacco ai governanti italiani
Nello stesso intervento, Albanese collega questa strategia alla situazione politica italiana. A suo avviso, il tema delle vetrine servirebbe a oscurare le responsabilità di quei governanti che avrebbero sottratto prospettive future a milioni di cittadini.
La relatrice riassume così la propria posizione: «La stessa strategia mediatica usata per coprire i crimini in Palestina (nega e defletti) viene usata per oscurare le colpe di governanti che hanno rubato il futuro a milioni di italiani». La dichiarazione è stata affidata ai social e non risultano, nel testo, ulteriori dettagli sulle proteste richiamate.
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