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Politica 2 min di lettura23 set

Nucleare, via libera del Senato: 81 sì e svolta in arrivo

Il Parlamento approva la delega al governo: entro dodici mesi i decreti per riportare l’atomo nel sistema energetico italiano, tra nuove regole, sicurezza e rifiuti.

L’Italia riapre il dossier nucleare con un voto che segna un passaggio politico decisivo: il Senato ha dato l’ok definitivo al disegno di legge con 81 voti favorevoli, 51 contrari e sette astensioni. Il provvedimento affida al governo la delega per costruire la cornice normativa del cosiddetto nucleare sostenibile.

La reazione dell’esecutivo è stata immediata. Giorgia Meloni ha rivendicato su X la scelta definendola “coraggiosa e di buon senso”, mentre Gilberto Pichetto Fratin ha parlato di “giornata storica per l’Italia” e ha indicato già entro fine anno il lavoro sui decreti attuativi.


Il governo prepara le nuove regole

Secondo il testo approvato, l’esecutivo dovrà intervenire con uno o più decreti entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. L’obiettivo è fissare in modo organico le norme per l’introduzione del nucleare nel sistema energetico nazionale.

La delega non riguarda solo la produzione di energia. Dentro il perimetro del provvedimento entrano anche sicurezza, autorizzazioni, vigilanza, controlli e il rapporto con i territori che ospiterebbero gli impianti. Viene inoltre previsto un riordino della governance del settore.


Energia, rifiuti e ricerca nel pacchetto

Il disegno di legge punta a definire un Programma nazionale dedicato allo sviluppo dell’energia nucleare sostenibile e della fusione. Saranno disciplinate anche sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti.

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Nel testo rientrano pure lo smantellamento delle strutture già esistenti, la gestione del combustibile nucleare e le regole per lo stoccaggio e lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Il pacchetto comprende anche il rafforzamento della ricerca scientifica e industriale, oltre alla formazione di nuove competenze.


Le promesse politiche dopo il voto

Meloni ha sostenuto che l’Italia oggi importa elettricità prodotta dalle centrali dei Paesi vicini e che questa legge serve a cambiare scenario. Nel suo messaggio ha spiegato che il nuovo quadro servirà a garantire più sicurezza energetica, minore dipendenza dall’estero e una risposta alla domanda di elettricità destinata a crescere con data center e intelligenza artificiale.

Pichetto Fratin ha collegato il voto alla competitività del Paese e al bisogno di più energia per famiglie e imprese. Anche Vannia Gava ha salutato l’approvazione come un risultato storico, sottolineando che al ministero sarà ora necessario dare attuazione rapida alla delega.

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