Nucleare, svolta in Senato: il ritorno dell’atomo ora è legge
Con 81 voti favorevoli, il Senato ha completato l’iter del disegno di legge che affida al governo la delega sul nucleare di nuova generazione.
A quasi quarant’anni dallo stop imposto dal referendum, l’Italia riapre formalmente la strada al nucleare. Il Senato ha infatti dato l’ok definitivo al disegno di legge che affida al governo la delega per riportare nel Paese l’atomo di nuova generazione.
Il voto di Palazzo Madama chiude il passaggio parlamentare iniziato mesi fa alla Camera, che aveva già approvato il testo a giugno. La maggioranza necessaria è arrivata con 81 sì, mentre i contrari sono stati 51 e i senatori astenuti 7.
Il testo ora passa al governo
Con l’approvazione definitiva, l’esecutivo potrà mettere mano ai provvedimenti attuativi previsti dalla delega. Il capitolo successivo, dunque, non riguarda più il Parlamento ma la traduzione concreta della legge in norme operative.
Nel testo approvato si inserisce anche la prospettiva indicata dal ministro Gilberto Pichetto, che considera questo passaggio come l’avvio di una nuova fase per il settore. L’obiettivo, nelle intenzioni del governo, è legare il ritorno del nucleare alle tecnologie più recenti.
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Pichetto punta ai decreti entro fine anno
A sottolineare i tempi stretti è stato lo stesso ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che ha assicurato l’arrivo dei decreti attuativi entro la fine dell’anno. La promessa arriva mentre il provvedimento entra nella fase in cui serviranno regole più dettagliate.
Per Pichetto, questa decisione segna un cambiamento netto rispetto alla stagione apertasi con il referendum che aveva spento le centrali sul territorio nazionale. Ora, dopo il voto del Senato, il governo dispone della base normativa per impostare il percorso verso il nuovo nucleare.
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