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Politica 1 min di lettura23 set

Nucleare, Meloni rivendica la svolta: cosa cambia dopo il sì definitivo

La premier celebra l’approvazione finale della legge e annuncia il lavoro del governo su sicurezza, permessi, scorie e intesa con i territori.

Giorgia Meloni ha scelto i social per rivendicare l’approvazione definitiva della legge sul nucleare, arrivata oggi in Parlamento dopo quasi quarant’anni di assenza di un quadro normativo per la produzione di energia atomica in Italia. Per la presidente del Consiglio si tratta di una svolta politica e industriale che, nelle sue parole, risponde a un impegno già assunto con gli elettori.

La premier ha legato il provvedimento anche al tema dei costi e dell’autonomia energetica: l’Italia, ha osservato, compra elettricità generata da centrali nucleari oltreconfine ma non può produrla sul proprio territorio. Da qui, secondo Meloni, la necessità di una legge che apra la strada a nuove regole e a una diversa strategia nazionale.


Il governo prepara le regole attuative

Dopo il via libera parlamentare, il prossimo passaggio sarà nelle mani dell’esecutivo. Meloni ha annunciato che il governo dovrà mettere nero su bianco le norme di attuazione, con particolare attenzione a quattro capitoli: sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporti con i territori.

Si tratta, in sostanza, della fase più delicata dell’intero percorso. La legge appena approvata definisce il perimetro generale, ma saranno i decreti e i regolamenti successivi a stabilire come il progetto nucleare potrà tradursi in pratica.

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La rivendicazione politica della premier

Nel suo messaggio, la presidente del Consiglio ha presentato il risultato come la prova di una promessa mantenuta. «Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto», ha scritto, collegando direttamente il voto finale alla credibilità dell’esecutivo.

Meloni ha anche definito la scelta «coraggiosa e di buon senso», insistendo sul fatto che l’Italia, pur restando dipendente dall’importazione di energia prodotta da impianti nucleari stranieri, ora dispone finalmente di una cornice legislativa per decidere se e come tornare a produrla anche sul proprio territorio.

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