Nucleare, il Senato accelera: ora il governo deve scrivere le regole
Con 81 voti a favore, 51 contrari e 7 astensioni, Palazzo Madama ha dato l’ok finale alla delega che apre la strada alla normativa sulla produzione da fonte nucleare sostenibile.
Il Parlamento ha compiuto un passo decisivo sul dossier nucleare: dopo il voto del Senato, la palla passa all’esecutivo, chiamato a definire il quadro normativo entro i paletti fissati dalla delega. L’obiettivo indicato resta quello di coniugare nuova produzione e percorso di decarbonizzazione europeo.
Il voto di Palazzo Madama
La legge delega ha ottenuto l’approvazione definitiva nell’Aula del Senato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti. Il testo apre così alla costruzione delle regole per l’energia da fonte nucleare sostenibile, un passaggio che ora rimette il tema nelle mani del Governo.
Non si tratta ancora dell’avvio concreto di nuovi impianti, ma dell’atto che consente all’esecutivo di impostare la disciplina attuativa. La cornice dovrà restare coerente con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e con la strategia di decarbonizzazione già fissata.
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Cosa dovrà fare il governo
Spetterà ora al Governo tradurre la delega in norme operative, definendo criteri, modalità e condizioni per la produzione di energia nucleare sostenibile. Il provvedimento indica dunque una direzione politica e tecnica, ma rinvia ai passaggi successivi ogni scelta di dettaglio.
Il punto centrale resta l’allineamento con il percorso ambientale europeo. La futura disciplina dovrà infatti muoversi dentro il quadro della transizione energetica, senza uscire dagli obiettivi fissati a livello comunitario.
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