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Politica 2 min di lettura5 giorni fa

Niqab a scuola, la 16enne di Monfalcone spiega perché lo sceglie

All’Isis Pertini il volto coperto convive con la vita di classe: una studentessa racconta che il clima è sereno e che, se arriveranno nuove regole, si adegueranno.

A pochi minuti dall’ingresso in aula, davanti all’Isis Pertini di Monfalcone, la discussione non riguarda solo l’abbigliamento ma anche il modo in cui si sta insieme. Una studentessa di 16 anni, che indossa il niqab, dice di vivere la scuola senza sentirsi ai margini e sottolinea che per lei si tratta di una scelta libera.

La ragazza, nata e cresciuta a Monfalcone, collega questa decisione alla propria idea di partecipazione alla vita scolastica. Ricorda inoltre che nell’istituto ci sono altre alunne che portano il volto coperto e che il rapporto con i compagni non ne risente. Sullo sfondo c’è anche il nuovo dl scuola approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce sanzioni per chi entra in classe con niqab o burqa.


Una scelta che non isola

Per la 16enne, il punto non è solo l’abbigliamento ma il significato che gli attribuisce. Spiega che nella sua religione esistono comportamenti diversi: alcune donne portano il velo, altre coprono anche il viso, altre ancora vestono in modo ordinario, con maglietta e jeans.

Secondo la studentessa, questa libertà personale non ostacola i rapporti con gli altri. Dice di avere molte amiche e precisa che non si tratta soltanto di ragazze originarie del Bangladesh. Per questo, ribadisce, a scuola si sente integrata.


Il clima nel Pertini

Davanti ai cancelli dell’istituto, poco prima del suono della campanella, il quadro è quello di un ingresso affollato e tranquillo. La ragazza racconta che nel plesso sono in quattro a presentarsi con il niqab, mentre altre studentesse scelgono il velo.

Anche altre voci raccolte tra le alunne descrivono un ambiente senza tensioni particolari. Una studentessa del quarto anno, indirizzo socio sanitario, sostiene che il processo di integrazione sia già ben avviato. Un’altra, del secondo anno, aggiunge che non vede problemi di inserimento.

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Le regole che potrebbero cambiare

La giovane sa bene che la situazione potrebbe cambiare con l’entrata in vigore della nuova norma. Il provvedimento varato ieri dal governo prevede infatti sanzioni per chi si presenta in classe con niqab o burqa.

Lei, però, non drammatizza. Dice che, quando la legge diventerà effettiva, ci si adeguerà. Nel frattempo la sua lettura resta la stessa: a scuola, afferma, si sente parte del gruppo e non percepisce distanza dagli altri studenti.

A Monfalcone, dove circa il 30% dei residenti ha cittadinanza straniera e la maggioranza proviene dal Bangladesh, il tema si intreccia con una presenza multiculturale già molto visibile. A ricreazione, raccontano più ragazze, i gruppi si formano soprattutto per amicizia e non seguendo linee nazionali.


Amicizie e ricreazione

Nel racconto delle studentesse, il momento della pausa conferma che il contatto quotidiano è già consolidato. I gruppetti esistono, ma non sarebbero divisi in base all’origine geografica. Il criterio, piuttosto, sarebbe quello delle relazioni personali.

Una compagna del secondo anno, iscritta all’indirizzo turistico, dice di non sentirsi a disagio quando qualcuna porta il velo o il niqab. Per lei, anche questo rientra in una decisione individuale che non crea fratture all’interno della classe.

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