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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Milano, 500 militari in più: cosa cambia con il nuovo decreto sicurezza

Il provvedimento introduce nuove regole per cortei e criminalità minorile, amplia i poteri preventivi e accelera la convalida degli arresti durante gli eventi affollati.

Milano potrà contare su 500 militari aggiuntivi per il controllo del territorio fino al 31 dicembre 2026. Il rinforzo rientra nell’operazione Strade sicure ed è una delle principali novità del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri dopo i disordini registrati nei giorni scorsi.

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Più uomini e giudizi più rapidi

L’incremento del contingente delle Forze armate riguarda nello specifico il capoluogo lombardo, teatro degli episodi di guerriglia richiamati nel provvedimento. La misura conferma le ipotesi circolate nelle giornate precedenti e resterà in vigore fino alla fine del 2026.

Il decreto interviene anche sull’organizzazione degli uffici giudiziari. Quando un evento produce un numero elevato di arresti, sarà possibile assegnare magistrati agli organi giudiziari interessati attraverso una procedura più veloce, così da consentire la convalida entro i termini stabiliti dalla legge.


Per i minori cambia la responsabilità

Per chi ha già compiuto 14 anni viene stabilito che la capacità di comprendere e volere sussista, salvo che emergano elementi contrari. La nuova impostazione modifica anche il procedimento penale minorile e le regole sulle misure cautelari, mentre resta la riduzione della pena prevista per gli imputabili minorenni.

Anche nei confronti dei minorenni potrà essere utilizzato l’arresto in flagranza differita. Inoltre, se un minore, imputabile o meno, prende parte a determinati reati, i genitori o gli altri titolari della responsabilità genitoriale rischiano una sanzione amministrativa, a meno che dimostrino di non aver potuto evitare il comportamento.


Manifestazioni, pene più severe

Il testo introduce il reato di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche. La fattispecie riguarda gruppi composti da almeno cinque persone che, anche se riuniti occasionalmente, agiscono in modo coordinato e lanciano oggetti pericolosi oppure utilizzano artifici capaci di creare un rischio concreto per l’incolumità altrui.

La risposta sanzionatoria sarà più pesante per chi costituisce, dirige o promuove il gruppo e per chi alimenta le violenze anche attraverso strumenti informatici o telematici. Un’aggravante specifica riguarderà inoltre i danneggiamenti commessi da gruppi organizzati di almeno cinque persone.

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Per alcune forme di devastazione e saccheggio, così come per gli attacchi agli impianti destinati ai servizi pubblici durante le manifestazioni, aumentano le pene. Per tutti questi reati sarà possibile procedere con l’arresto in flagranza differita; diventano inoltre perseguibili d’ufficio le lesioni subite da un ufficiale o da un agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza mentre svolge le proprie funzioni o per motivi legati a esse.


Fermo e divieti per prevenire i disordini

L’accompagnamento e la permanenza negli uffici di polizia per un periodo massimo di 12 ore, già previsti in occasione dei cortei, vengono estesi alle operazioni svolte in luoghi con una presenza particolarmente numerosa di persone. La misura potrà riguardare anche i minorenni quando elementi concreti facciano ritenere probabile una condotta pericolosa per la sicurezza.

Restano in vigore le garanzie già previste dall’ordinamento, comprese quelle specifiche per i minori. Il questore potrà inoltre vietare a chi ha compiuto 14 anni di incontrarsi con determinate persone in luoghi individuati, per un periodo massimo di un anno, se il soggetto ha partecipato in gruppo ad azioni violente o intimidatorie ed è già stato sottoposto a misure di prevenzione oppure condannato per reati contro le persone o il patrimonio.


Risarcimenti più semplici per i danni

Il decreto rende più rapide anche le procedure per ottenere il ristoro delle perdite provocate durante i disordini. Quando a essere danneggiati sono beni pubblici, il prefetto potrà disporre direttamente il risarcimento.

I proprietari privati, invece, potranno ricorrere più rapidamente a un decreto ingiuntivo. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri su proposta della Presidente Giorgia Meloni, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio e del Ministro della difesa Guido Crosetto, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza pubblica e il contrasto alla criminalità minorile.

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