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Politica 4 min di lettura27 min fa

Milano, la stretta non basta: il governo vara il nuovo decreto sicurezza

Il provvedimento introduce un nuovo reato per le violenze durante i cortei e amplia le misure applicabili ai minorenni, mentre in città cresce il confronto sulle cause del disagio.

Coinvolgere i giovani, offrire loro lavoro, formazione e prospettive: per Matteo Salvini il contrasto alla violenza non può limitarsi all'intervento delle forze dell'ordine. Il vicepremier lo ha detto a Milano, ricordando anche i progetti per studenti, universitari e nuovi alloggi in città.

Sulla stessa linea, almeno sul tema delle cause sociali, si è espresso Mario Calabresi. Il candidato alle eventuali primarie del centrosinistra per il Comune parteciperà alla manifestazione convocata per domani e ha sintetizzato così la sua posizione: «Non ci sono giustificazioni a quello che è accaduto, ma bisogna capire le motivazioni e provare a curarle».

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Milano cerca una risposta comune

L'appuntamento è fissato per domani alle 18 in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino. La Cgil ha promosso l'iniziativa, intitolata “Milano non vuole la violenza”, alla quale hanno aderito anche il Pd e altre realtà politiche e sociali; sarà presente il sindaco Giuseppe Sala.

Dopo gli scontri del fine settimana, Sala ha chiesto che alla repressione si affianchi un lavoro sulle tensioni che attraversano le periferie e le grandi città. Il primo cittadino ha raccontato di essere rimasto colpito non soltanto dai danni ai negozi, ma anche dalla paura manifestata dai ragazzi che vi lavorano. Calabresi ha invece sottolineato la necessità di mostrare un fronte cittadino compatto e ha criticato l'uso politico degli episodi.


Cosa cambia per chi manifesta

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sulla sicurezza e sulla criminalità minorile. Tra le novità figura una fattispecie penale specifica per chi prende parte a un gruppo di almeno cinque persone e, durante una manifestazione, lancia pietre, petardi o bastoni mettendo a rischio l'incolumità pubblica.

La pena può arrivare a cinque anni di reclusione e a 20 mila euro di sanzione. Il trattamento diventa più severo quando il volto è coperto, qualcuno rimane ferito oppure il danneggiamento viene compiuto collettivamente. Il provvedimento comprende inoltre l'arresto in flagranza differita per i danneggiamenti realizzati in gruppo e la possibilità di vietare l'aggregazione a persone considerate pericolose per l'ordine pubblico.

Giorgia Meloni ha difeso la scelta con un messaggio rivolto a chi provoca danni durante i cortei: «Devastare e rubare non è protesta, è criminalità». La presidente del Consiglio ha richiamato le immagini arrivate da Milano e da altre città, tra vetrine infrante, esercizi commerciali saccheggiati e agenti aggrediti.

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Minori, famiglie e poteri di polizia

Una parte centrale del decreto riguarda i ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Per loro viene resa subito applicabile la presunzione della capacità di comprendere le proprie azioni, già contenuta in una norma all'esame del Parlamento. Il fermo preventivo, finora previsto per gli adulti, potrà essere disposto anche nei confronti dei minorenni e potrà superare le 12 ore secondo le misure esaminate dal governo.

Il testo stabilisce anche un meccanismo per il risarcimento dei danni. Quando viene colpito un bene pubblico, il prefetto potrà inviare ai genitori la richiesta di pagamento; se invece il danno riguarda un negozio, una vetrina o un'automobile privata, il proprietario potrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. La responsabilità economica viene così collegata alla condotta del figlio minorenne.

Nel passaggio tra governo e Quirinale è rimasto un solo punto di divergenza rispetto alle bozze: l'ipotesi di affidare funzioni di polizia giudiziaria ai militari non è stata mantenuta. Il confronto tecnico tra gli uffici della Presidenza della Repubblica e Palazzo Chigi avrebbe riguardato proprio questo aspetto.

Prima della riunione del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano aveva coordinato a Palazzo Chigi un incontro con i responsabili degli uffici legislativi e i capi di gabinetto dei dicasteri interessati. Il pacchetto comprende anche il rafforzamento dell'operazione Strade sicure.


Domani il vertice sull'ordine pubblico

A Milano il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica si riunirà domani alle 11. La convocazione è stata firmata dal prefetto Claudio Sgaraglia e vedrà la partecipazione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, anche in vista delle prossime manifestazioni annunciate.

Sala aveva anticipato l'incontro spiegando che in città arriveranno più uomini delle forze dell'ordine, ma ha avvertito che l'emergenza non può essere affrontata soltanto con la repressione. Secondo il sindaco, la politica deve intervenire sulle origini del malessere senza indulgere nel buonismo, ma anche senza rinunciare a un'analisi delle cause.

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