Milano, la stretta non basta: il piano del governo dopo le violenze
Il Consiglio dei ministri approva nuove misure sulla sicurezza, mentre in città si prepara una mobilitazione contro i disordini e cresce il confronto sulle cause del disagio giovanile.
Dare ai giovani opportunità concrete, senza limitarsi a controlli e sanzioni: è questa la linea indicata da Matteo Salvini mentre Milano si prepara a reagire alle violenze del fine settimana. Il vicepremier ha richiamato la necessità di offrire formazione, lavoro e prospettive, proprio nelle ore in cui il governo ha varato nuove norme sulla sicurezza e sulla criminalità minorile.
Alla mobilitazione convocata per domani in piazza della Scala parteciperà anche Mario Calabresi, candidato alle eventuali primarie del centrosinistra per la scelta del sindaco. L’iniziativa, promossa dalla Cgil e sostenuta anche dal Pd, punta a riunire le forze politiche e sociali attorno alla condanna delle violenze.
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Milano cerca una risposta comune
Il corteo inizierà alle 18 davanti a Palazzo Marino e avrà come messaggio “Milano non vuole la violenza”. Giuseppe Sala ha confermato la propria presenza, così come Calabresi, che ha sottolineato l’importanza di mostrare una città compatta e intenzionata a tornare alla normalità.
Secondo Calabresi, gli episodi non possono essere né giustificati né trasformati in un’occasione di scontro politico. Ha però aggiunto che, una volta condannati i fatti, sarà necessario comprendere le ragioni del disagio e intervenire sulle sue origini.
Il sindaco ha osservato che il fenomeno riguarda le grandi aree urbane, dove possono accumularsi tensioni sociali. Dopo aver visitato le zone colpite, Sala ha riferito di essere rimasto colpito non soltanto dai danni ai negozi, ma anche dalla paura provata dai ragazzi impiegati negli esercizi commerciali.
“Non può essere soltanto una questione di repressione”, ha detto Sala a margine della commemorazione dei piccoli martiri di Gorla. A suo giudizio, le istituzioni devono occuparsi anche del malessere che alimenta questi comportamenti, mantenendo fermezza ma senza rinunciare a un esame critico delle cause.
Salvini: prevenzione e futuro
Intervenendo alla cerimonia per la posa della prima pietra del nuovo campus del conservatorio di Milano, Salvini ha sostenuto che prevenzione e repressione non sono sufficienti se non vengono affiancate da inclusione, istruzione e possibilità di costruirsi un futuro.
Il ministro ha citato alcuni interventi destinati alla città: 1700 ragazzi alloggeranno nell’ex villaggio olimpico, mentre 1100 agenti troveranno sistemazione nell’ex caserma Montello, liberando spazi per l’Università Cattolica. Ha inoltre ricordato il progetto relativo agli ex gasometri, che dovrebbe ospitare attività e spazi di studio per 20mila studenti.
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Il decreto supera il passaggio decisivo
Sul fronte nazionale, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto dedicato alla sicurezza e ai reati commessi da minorenni. Giorgia Meloni ha collegato il provvedimento alle immagini degli scontri avvenuti a Milano e in altre città, con saccheggi, vetrine danneggiate e aggressioni agli appartenenti alle forze dell’ordine.
“Si tratta di scene inaccettabili che nessuno può minimizzare o giustificare”, ha affermato la presidente del Consiglio al termine della riunione. Il testo introduce, secondo le misure esaminate dal governo, nuovi strumenti per contrastare i disordini e prevenire episodi analoghi.
Prima dell’approvazione, il principale punto di confronto con il Quirinale riguardava l’eventuale attribuzione di funzioni di polizia giudiziaria ai militari. Le interlocuzioni tra gli uffici della Presidenza della Repubblica e quelli di Palazzo Chigi hanno lasciato proprio questo tema come nodo più delicato.
Alfredo Mantovano ha coordinato nel pomeriggio una serie di incontri tecnici nella sede del governo. Ai lavori hanno preso parte i capi di gabinetto dei ministeri coinvolti e i responsabili degli uffici legislativi, compresa Francesca Quadri, alla guida dell’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio.
Le misure previste dal provvedimento
Tra le ipotesi inserite nel decreto figura l’ampliamento del fermo preventivo per i minorenni, anche oltre il limite delle 12 ore. Il pacchetto comprende inoltre l’arresto in flagranza differita per chi partecipa a danneggiamenti compiuti in gruppo.
È previsto anche un divieto di aggregazione rivolto a persone considerate pericolose per l’ordine pubblico. In parallelo, il governo punta a rafforzare l’operazione Strade sicure, aumentando il contributo del personale militare alla vigilanza sul territorio.
A Milano, intanto, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà domani alle 11. L’incontro è stato convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia dopo gli scontri e in vista delle nuove manifestazioni annunciate; sarà presente anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
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