Cortei, la stretta del governo: cosa rischiano manifestanti e famiglie
Il decreto introduce nuove responsabilità per chi commette violenze, amplia le conseguenze per i minorenni e facilita il recupero dei danni provocati durante le proteste.
Per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni cambiano subito le regole sulla responsabilità e sulle misure cautelari. Il provvedimento rende infatti immediatamente applicabile la presunzione della capacità di comprendere le proprie azioni, salvo dimostrazione contraria, e consente il fermo preventivo anche nei confronti dei minorenni.
La modifica supera il meccanismo finora previsto, secondo cui lo Stato doveva verificare caso per caso se l’adolescente fosse consapevole della condotta tenuta. La norma che introduceva il nuovo criterio era già all’esame del Parlamento, ma il decreto ne anticipa l’efficacia.
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Minori, responsabilità più ampia
L’intervento riguarda anche il fermo preventivo, finora riservato agli adulti. Con le nuove disposizioni, la misura potrà essere applicata pure a chi non ha ancora compiuto 18 anni, nell’ambito delle condotte considerate dal decreto.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inserito questo passaggio tra i principali elementi della riforma illustrata dopo il via libera del Consiglio dei ministri. L’obiettivo dichiarato è rendere più immediate le conseguenze per chi partecipa a episodi violenti durante le manifestazioni.
Danni, pagano anche i genitori
Un’altra parte del provvedimento interviene sul risarcimento dei beni danneggiati. Per le strutture pubbliche, come semafori, pensiline o mezzi delle forze dell’ordine, il prefetto potrà inviare direttamente l’ingiunzione di pagamento; se invece il bene appartiene a un privato, il proprietario potrà rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo subito esecutivo.
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Quando l’autore del danno è minorenne, la responsabilità economica ricade sui genitori. Resta possibile presentare opposizione, ma il soggetto danneggiato potrà rivalersi sui beni della famiglia, compresi eventuali crediti che questa vanta nei confronti dello Stato. Meloni ha riassunto il principio con l’espressione: «Chi rompe paga».
La nuova fattispecie penale
Il decreto introduce inoltre il reato di partecipazione violenta a una manifestazione. La condotta riguarda chi, prendendo parte a un corteo o a una protesta insieme ad almeno altre quattro persone, lancia oggetti o utilizza bastoni e petardi mettendo a rischio l’incolumità altrui.
Per questo comportamento sono previste fino a 5 anni di reclusione e una multa che può arrivare a 20mila euro. Le sanzioni aumentano se il responsabile agisce con il volto coperto oppure provoca lesioni; il testo inasprisce anche le pene per le devastazioni commesse da più persone.
Il pacchetto di misure, definito dal governo “decreto cortei”, nasce dopo gli episodi di scontro registrati nelle piazze negli ultimi giorni. La stretta punta a contrastare sia la violenza durante le manifestazioni sia le conseguenze economiche dei danneggiamenti.
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