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Politica 2 min di lettura14 ore fa

Milano, arrivano 500 militari: la stretta del governo sui cortei

Il decreto sicurezza introduce nuove pene per le violenze organizzate, amplia i fermi preventivi e rende più severe le conseguenze per i minorenni coinvolti.

Matteo Piantedosi annuncia un rinforzo immediato per Milano: 500 militari saranno impiegati fino al 31 dicembre nei servizi di controllo del territorio. Il ministro dell’Interno ha inoltre anticipato un piano operativo specifico per la città, da definire nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

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Piantedosi punta sul presidio mobile

Lo stanziamento previsto per il contingente ammonta a 4,7 milioni di euro. I militari lavoreranno al fianco delle autorità di pubblica sicurezza, con compiti legati alla protezione degli spazi urbani e alla prevenzione dei reati.

«Il contingente sarà affidato alle autorità di pubblica sicurezza per contribuire ai servizi di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica», ha spiegato Piantedosi. Il ministro ha aggiunto che a Milano si valuterà anche un impiego più dinamico rispetto alle modalità tradizionali, sulla base delle esigenze individuate nel piano d’azione.


Cortei violenti, pene più pesanti

Il provvedimento introduce il reato di “Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. La norma colpisce chi, durante una protesta, usa bastoni o mazze oppure lancia oggetti mettendo in pericolo le persone: la sanzione prevista è il carcere da due a cinque anni, accompagnato da una multa che può arrivare a 20mila euro.

La pena cresce quando i responsabili agiscono con il volto coperto o provocano danni a infrastrutture e servizi di pubblica utilità. Chi invece promuove o organizza, anche attraverso strumenti informatici o telematici, gruppi destinati a realizzare manifestazioni violente rischia una reclusione compresa tra quattro e dodici anni.

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Minori, nuove responsabilità

Il fermo preventivo viene esteso anche alle aree caratterizzate da una forte presenza di persone e potrà riguardare i minorenni che abbiano compiuto 16 anni. Il decreto amplia inoltre il ricorso all’arresto in flagranza differita, rendendo più rapido l’intervento dell’autorità anche quando la condotta non viene contestata nell’istante in cui avviene.

Per chi ha più di 14 anni viene introdotta la presunzione della capacità di intendere e di volere. Di conseguenza, l’imputabilità non sarà più subordinata alla verifica della capacità esistente al momento del fatto. Sono previste anche sanzioni da 500 a 1.000 euro per i genitori di minorenni coinvolti in atti violenti durante le manifestazioni, anche quando i figli non siano imputabili; in caso di recidiva, l’importo potrà raddoppiare.


Raduni vietati in caso di minacce

Il questore potrà vietare ai minorenni di partecipare a raduni quando cinque o più persone, riunite in un luogo pubblico o accessibile al pubblico, assumono atteggiamenti intimidatori. Il divieto potrà essere limitato a specifiche fasce orarie e riguardare anche persone già coinvolte in condotte dannose verso altri o verso beni.

La misura potrà essere applicata a chi abbia commesso fatti di questo tipo nei cinque anni precedenti oppure sia già stato destinatario, nello stesso periodo, di provvedimenti di prevenzione. Il pacchetto, composto da otto articoli, è stato approvato dal Consiglio dei ministri dopo i saccheggi avvenuti a Milano e le tensioni registrate in diverse città.

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