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Politica 3 min di lettura2 ore fa

Milano, arrivano 500 militari: cosa cambia con il decreto sicurezza

Il governo introduce nuove sanzioni per le violenze organizzate, amplia il fermo preventivo e interviene sulla responsabilità dei minorenni coinvolti nelle proteste.

Matteo Piantedosi ha annunciato un piano operativo per impiegare a Milano i 500 militari aggiuntivi destinati alla sicurezza urbana. Il ministro dell’Interno ha spiegato che il loro utilizzo sarà definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, convocato in città per domani.

Il contingente resterà attivo fino al 31 dicembre e comporterà una spesa di 4,7 milioni di euro. «Il contingente verrà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per concorrere ai servizi che dovranno essere svolti nella città per il controllo del territorio e la sicurezza pubblica della città», ha detto Piantedosi, lasciando aperta anche l’ipotesi di un impiego più dinamico rispetto alle modalità tradizionali.

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A Milano più uomini per il controllo

L’intervento sul capoluogo lombardo rappresenta una delle misure previste dal provvedimento, pensato dopo i saccheggi avvenuti a Milano e le tensioni registrate in diverse piazze italiane. Il ministro ha precisato che proprio il vertice provinciale servirà a stabilire compiti e modalità operative delle nuove unità.

Piantedosi ha inoltre riferito che si valuterà se attribuire ai militari funzioni aggiuntive rispetto a quelle normalmente svolte. La decisione sarà inserita in un piano d’azione che dovrà coordinare il rafforzamento della presenza sul territorio con le esigenze di ordine pubblico.


Manifestazioni violente, pene più severe

Il decreto introduce il reato di “Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. La norma riguarda chi, durante una protesta, usa bastoni o mazze oppure lancia oggetti mettendo in pericolo altre persone: per questi comportamenti sono previsti da due a cinque anni di carcere e una sanzione pecuniaria fino a 20mila euro.

Le conseguenze diventano più pesanti quando i responsabili agiscono con il volto coperto o provocano danni a infrastrutture e servizi destinati alla collettività. Chi organizza o promuove, anche attraverso strumenti informatici o telematici, gruppi destinati a realizzare cortei violenti può invece essere condannato a una pena compresa tra quattro e dodici anni.

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Minori e divieti di raduno

Tra le disposizioni compare anche l’estensione del fermo preventivo a chi compromette la sicurezza in luoghi molto affollati. La misura potrà essere applicata ai minorenni che abbiano compiuto 16 anni; viene inoltre ampliato il ricorso all’arresto in flagranza differita.

Il testo considera imputabili, in via presunta, i minori con più di 14 anni, senza richiedere ogni volta una verifica della capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Per i genitori di ragazzi che commettono violenze durante le manifestazioni, anche quando i figli non sono imputabili, sono previste multe tra 500 e 1.000 euro, con importi raddoppiati in caso di recidiva.

Il questore potrà poi impedire ai minorenni di partecipare a raduni quando cinque o più persone, riunite in un luogo pubblico o aperto al pubblico, adottano condotte intimidatorie. Il divieto potrà essere circoscritto a fasce orarie determinate e riguardare anche persone già coinvolte, nei cinque anni precedenti, in comportamenti dannosi per individui o beni o già sottoposte a misure di prevenzione.

Il provvedimento, composto da otto articoli, ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri. La stretta riunisce quindi nuove fattispecie penali, strumenti preventivi più ampi e un rafforzamento immediato della presenza dello Stato nelle aree considerate più esposte.

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