4.000Lettori online ora
Politica 3 min di lettura5 ore fa

Meloni-Babis, l’asse sull’energia sfida Bruxelles: cosa cambia

Italia e Repubblica Ceca preparano una posizione comune su costi energetici, nucleare, emissioni e futuro bilancio europeo.

Il confronto tra Roma e Praga si allarga al futuro dell’Unione europea: Giorgia Meloni e Andrej Babis chiedono di proteggere agricoltura e coesione dai possibili tagli del prossimo bilancio pluriennale e puntano su una maggiore capacità di intervento comunitaria. Il premier ceco ha inoltre sottolineato l’importanza della continuità politica della presidente del Consiglio italiana anche per gli equilibri europei.


Roma e Praga frenano i tagli

Sul nuovo Piano finanziario pluriennale, Meloni ha escluso riduzioni delle risorse destinate alla politica agricola e a quella di coesione. «Non accetteremo tagli alla politica agricola o di coesione», ha affermato, indicando invece nelle spese di funzionamento dell’Unione, aumentate negli ultimi anni, un possibile ambito di revisione.

Per la premier, le crisi internazionali impongono decisioni rapide. Senza una risposta più incisiva, ha avvertito, l’Unione europea rischia di perdere peso e di non riuscire a incidere sui principali dossier geopolitici ed economici.


Il nucleare torna nella strategia

Tra i punti dell’intesa siglata a Praga figura anche il Piano d’Azione 2026-2030, che indica nel nucleare una scelta di medio periodo per rafforzare la sicurezza energetica. Italia e Repubblica Ceca intendono mettere a fattor comune le rispettive competenze industriali e tecnologiche.

Praga sta lavorando sui piccoli reattori modulari, mentre Roma ha riaperto il percorso sul nucleare. Meloni ha spiegato che proprio la complementarità tra i due sistemi potrebbe favorire una collaborazione significativa, soprattutto nel comparto delle nuove tecnologie.


L’appello contro i rincari

Durante la visita, la presidente del Consiglio ha richiamato aziende e istituzioni alla responsabilità davanti a un quadro ancora difficile. L’obiettivo indicato è sostenere famiglie e imprese, mentre il governo valuta nuove misure per attenuare l’impatto delle bollette e dei prezzi dell’energia.

Meloni ha ringraziato pubblicamente Eni, Ip e Q8 per avere contribuito a contenere prima il costo dei carburanti e poi quello delle forniture elettriche. Ha quindi invitato tutti gli operatori che ne hanno la possibilità a «dare una mano a famiglie e imprese», assicurando che anche l’esecutivo continuerà a intervenire.


La scelta sulla clausola europea

Una delle opzioni sul tavolo riguarda la clausola prevista da Bruxelles per consentire maggiore flessibilità nelle spese legate a energia e difesa. Il governo dovrà chiarire il proprio orientamento entro venerdì, quando è attesa la presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Giancarlo Giorgetti ha ricordato l’esistenza di una risoluzione all’esame della commissione Bilancio della Camera, senza però anticipare le decisioni dell’esecutivo. Il testo, che dovrebbe essere votato giovedì, stabilisce il percorso da seguire qualora l’Italia scelga di attivare la clausola, in attesa dell’adeguamento delle norme contabili alla nuova governance europea.


La proposta su emissioni e metano

A metà ottobre, in occasione del prossimo Consiglio europeo, Meloni e Babis presenteranno una serie di modifiche al sistema Ets. L’intenzione è costruire un sostegno ampio attorno a misure giudicate dalla premier «concrete e di buon senso».

Il pacchetto comprende l’impiego della riserva di stabilità del mercato per ridurre la pressione sul prezzo della CO2, una gestione più elastica delle quote gratuite per i settori ad alto consumo energetico e una revisione del rapporto tra costo del carbonio e prezzi all’ingrosso dell’elettricità. Roma e Praga chiedono inoltre controlli più stringenti da parte di Commissione europea, Esma e Acer.

Nel confronto rientra anche la disciplina europea sul metano. Italia e Repubblica Ceca vorrebbero evitare che le norme rendano più complesso il ricorso a fornitori alternativi, valutando una sospensione o un’applicazione meno rigida delle disposizioni.


Il nodo dell’Ets2 nel 2028

Un capitolo distinto riguarda l’Ets2, il meccanismo destinato a trasporti stradali ed edifici. I due governi intendono riaprire la discussione sulla sua entrata in funzione nel 2028, temendo ripercussioni sui carburanti e, di conseguenza, sul potere d’acquisto.

La cooperazione energetica è stata accompagnata da gesti simbolici durante la missione a Praga. Babis ha ringraziato Meloni per la visita e ha scherzato sul proprio italiano, citando la parola «facciata» dopo avere notato le bandiere italiana, ceca ed europea esposte sul palazzo affacciato sulla Moldava.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere