Mar Rosso, Aspides cerca rinforzi: il nodo delle navi europee
Il passaggio tra Yemen e Gibuti è strategico per commercio ed energia, ma i Paesi Ue devono ancora trovare risorse e disponibilità operative.
Dal tratto di mare tra Yemen e Gibuti passa circa il 10% degli scambi globali. Nel 2023 Bab el-Mandeb ha inoltre visto transitare il 12% del petrolio trasportato via nave e l’8% del gas naturale liquefatto movimentato nel commercio internazionale, secondo la US Energy Information Administration.
Un corridoio decisivo per l’Europa
La rotta consente alle navi dirette tra Europa e Asia di raggiungere il Canale di Suez senza dover aggirare l’Africa. Per questo la sicurezza dello Stretto di Bab el-Mandeb ha un peso diretto sui collegamenti marittimi e sulle forniture energetiche.
Proprio la rilevanza del passaggio alimenta le richieste italiane di rafforzare Aspides, l’operazione navale dell’Unione europea. L’obiettivo è aumentare la capacità di protezione contro gli attacchi degli Houthi, gruppo sciita sostenuto dall’Iran.
Poche risorse e governi prudenti
Al momento i Paesi membri assicurano a rotazione una presenza complessiva di due navi nella regione, mentre il comando dell’operazione è affidato alla Grecia. L’Italia impiega una fregata e valuta l’invio aggiuntivo di due cacciamine.
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La disponibilità degli alleati, tuttavia, resta limitata. Un diplomatico ha spiegato che «al di là della questione mezzi, alcuni governi dopo i recenti attacchi degli Houthi hanno deciso per motivi di sicurezza di rivedere la loro esposizione». Il Belgio potrebbe contribuire con una nave; anche Francia e Olanda vengono considerate possibili partecipanti. Parigi dispone già di due unità nell’area, soprattutto nelle acque a sud dello Stretto di Hormuz, teatro della contrapposizione tra Stati Uniti e Iran.
L’ipotesi dei rinforzi arriva ai ministri
Guido Crosetto aveva sollecitato nuovi assetti navali attraverso una lettera inviata a metà settembre a Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’Unione europea. La richiesta italiana è stata poi rilanciata da Kallas in una comunicazione del 19 settembre ai Ventisette, con l’invito ad ampliare la presenza «in modo sostanzioso».
La questione sarà affrontata dai ministri della Difesa dell’Ue nella riunione prevista lunedì 28 settembre a Bruxelles. Molti governi riconoscono il valore strategico della rotta, ma le prime conversazioni diplomatiche non hanno prodotto una risposta particolarmente forte e l’esito del confronto resta aperto. Un funzionario europeo si è comunque detto fiducioso che lunedì possano emergere «progressi».
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