Lettonia, raffica sul Dardo: quattro italiani feriti, cosa si indaga
L’episodio è avvenuto ad Ādaži durante un addestramento Nato con munizioni reali: un mezzo italiano avrebbe colpito il veicolo che lo precedeva.
La priorità resta ora quella di seguire le condizioni dei quattro militari italiani coinvolti nell’incidente avvenuto in Lettonia. Tutti sono stati portati in una struttura ospedaliera di Riga: uno di loro avrebbe riportato conseguenze più serie, ma nessuno risulta in pericolo di vita.
L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio nell’area addestrativa di Ādaži, durante un’attività Nato con impiego di munizioni vere. Una raffica partita da un mezzo corazzato italiano ha raggiunto un altro veicolo dello stesso tipo, sul quale viaggiavano i quattro soldati.
Condizioni monitorate e indagini avviate
I feriti appartengono all’11esimo Reggimento Bersaglieri e sono sottoposti a cure e accertamenti sanitari. Le loro famiglie sono state avvisate dell’accaduto.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto viene aggiornato dal capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano e dal comandante del Covi Giovanni Maria Iannucci. Parallelamente, sono partiti gli accertamenti per chiarire ogni passaggio dell’incidente e verificare se ci siano stati errori umani.
La raffica partita dal mezzo in coda
Le prime ricostruzioni indicano che il fuoco sarebbe partito per errore da un Dardo condotto da militari italiani. Il veicolo avrebbe colpito quello che lo precedeva, con il portellone posteriore aperto: non è escluso che gli occupanti stessero scendendo dal cingolato.
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La dinamica dovrà essere definita dagli investigatori, anche perché il Dardo è un mezzo da combattimento che, per l’impiego delle sue funzioni principali, necessita della presenza e della supervisione dell’equipaggio. Il modello è in dotazione alla fanteria pesante dell’Esercito italiano dal 2002.
Il nodo dell’armamento
Tra gli elementi da esaminare c’è la mitragliatrice coassiale da 7,62 millimetri, dalla quale potrebbe essere partita la raffica. Il Dardo dispone anche di un cannone automatico, ulteriore componente che sarà presa in considerazione nella ricostruzione tecnica.
I quattro militari operano nella missione Nato Forward Land Forces, schierata con l’obiettivo di sostenere la deterrenza e la difesa comune sul fianco orientale dell’Alleanza. Le verifiche dovranno stabilire come sia stato possibile l’impiego accidentale dell’arma e quale sequenza abbia portato al ferimento dei connazionali.
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